Abiti che diventano strumenti per raccontare la propria identità, vecchie borse militari trasformate in capi Streetwear, Denim modellato come un’architettura e materiali innovativi ottenuti dagli scarti della filiera agroalimentare. La moda delle nuove generazioni si muove tra sperimentazione, memoria e sostenibilità, come dimostrano le collezioni presentate dai dieci studenti di Istituto Modartech a Fashion Graduate Italia 2026, la manifestazione promossa da Piattaforma Sistema Formativo Moda ETS e dedicata ai talenti emergenti del Fashion Design, con accesso gratuito al pubblico.
Sulla passerella del BASE Milano, i giovani Designer del corso di laurea in Fashion Design hanno portato visioni personali e linguaggi estetici differenti, dimostrando come la creatività possa dialogare con l'artigianalità, l'innovazione dei materiali e il patrimonio produttivo Italiano. A catturare l'attenzione è stata, tra le altre, la Collezione di Saigon Quilici Matteucci, che ha tradotto in abiti il proprio percorso autobiografico di transizione di genere. Tessuti fluidi, pelle e sovrapposizioni diventano parte di un archivio emotivo, nel quale il corpo e l'identità trovano una forma di espressione personale. Una proposta che mette al centro la dimensione intima della moda, trasformando l'esperienza vissuta in un progetto creativo.
La ricerca sui materiali attraversa numerose collezioni, con particolare attenzione al recupero e alla sperimentazione. Alessandro Tognoni recupera vecchie borse militari, smontandole e ricomponendole in capi Streetwear dal carattere vissuto. Giada Gonfiantini, ispirandosi alle architetture incompiute di Gordon Matta-Clark, lavora invece sul Denim cerato per costruire silhouette stratificate, nelle quali il tessuto assume una dimensione quasi architettonica.
Il dialogo tra tradizione e innovazione caratterizza anche il lavoro di Francesca Pistillo, che guarda alla memoria agricola di Barletta e combina lana e lino con materiali simili alla pelle, derivati da olive e uva. Una ricerca che esplora nuove possibilità per la moda, mettendo in relazione le risorse del territorio e la sperimentazione tessile. Su un registro differente si muove Asia Angiovini, che reinterpreta la figura della sirena attraverso un'estetica potente e ambigua, costruita accostando pelle conciata al vegetale, georgette e tulle di seta. Il risultato è una riflessione sul corpo e sulla sua capacità di trasformarsi, tra suggestioni simboliche e ricerca materica.
L'identità personale e il rapporto con la società emergono anche in altre Collezioni. Kamandbanoo Majlesi si ispira alla capacità di adattamento delle donne iraniane e progetta capi trasformabili, pensati per rispondere a situazioni, stagioni e modalità d'uso differenti. La versatilità diventa così un principio progettuale, oltre che una scelta funzionale. Sofia Martinelli si confronta invece con il movimento artistico Gutai, esplorando il rapporto tra corpo e materia. Le impronte realizzate direttamente dalla designer sui capi rendono visibile il processo creativo: l'abito non è soltanto il risultato finale di una lavorazione, ma conserva le tracce del gesto che lo ha generato.
La ricerca espressiva guida anche Emanuele Sechi, che prende spunto dalla Carmen di Bizet per sviluppare una collezione istintiva e materica, valorizzando la manualità e le lavorazioni artigianali. Federico Gobbo indaga invece l'evoluzione di desideri e ambizioni nel tempo, costruendo un linguaggio estetico in equilibrio tra concretezza e aspirazione. Completa il percorso Filippo Rosselli, che rielabora idee e visioni raccolte attraverso il confronto con cento creativi, traducendole in una collezione che immagina possibili scenari futuri. Un progetto che mette al centro il dialogo tra esperienze individuali e immaginari condivisi.
Dietro le collezioni presentate a Milano c'è un percorso formativo che unisce progettazione, sperimentazione e confronto diretto con il mondo produttivo. Un lavoro che, secondo Alessandro Bertini, direttore di Istituto Modartech, rappresenta uno degli elementi centrali della formazione dei futuri professionisti della moda. "Fashion Graduate Italia porta davanti al pubblico il lavoro di ricerca che nasce ogni giorno nei nostri laboratori - spiega Bertini -. Queste collezioni partono da storie personali e da materiali concreti, ma sanno confrontarsi con la filiera, l'innovazione e la responsabilità ambientale. È il profilo del designer che vogliamo formare: consapevole, competente e capace di dare forma alle proprie idee".
Un percorso reso possibile anche dalla collaborazione con aziende e professionisti del settore, che hanno affiancato gli studenti mettendo a disposizione competenze tecniche, materiali e conoscenze produttive. Tra i Main Partner dell'evento figurano BCN Concerie, Conceria Lopel, Esanastri, Jackytex, Lineapelle, Lyria, Maglificio Civico 39, MTT Manifattura Tessile Toscana, Outside - Fabritex, Pistolesi e Pontoglio 1883.
Il progetto ha coinvolto inoltre i partner tecnici A. Minardi & Figli, Be.Mi.Va., Conceria La Veneta, Crispy Lab, David Leather Expressions, Emm - Eredi Mezzabotta Maria, Fratelli Conforti, Lamintess, Laser BMC, Majotech - Majocchi, Ongaro Lab, Piegavelox, Stemafil Tessuti, Stepan Drunks, Traficolor Denim Makers, Vegea, YKK e Zerow.
Le Collezioni presentate a Fashion Graduate Italia 2026 raccontano così una generazione di Designer che guarda alla moda non soltanto come a un esercizio estetico, ma come a uno spazio di ricerca e di espressione. Dalle storie personali ai materiali alternativi, dalla memoria dei territori alle visioni del futuro, la passerella di Istituto Modartech restituisce l'immagine di una creatività che cerca nuove forme per interpretare il presente.
Per Maggiori Informazioni: www.modartech.com
©Ph Daniele Venturelli
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