▼

giovedì 15 ottobre 2026

#MFW: Francesca Liberatore P/E 2027

Cos’è il desiderio? Da dove nasce quella tensione che ci spinge a cercare, attendere, immaginare e, infine, conquistare qualcosa che ancora non possediamo? È intorno a queste domande che Francesca Liberatore costruisce il racconto della Collezione P/E 2027, esplorando il meccanismo della ricompensa variabile e la sua capacità di alimentare, attraverso l’imprevedibilità, un costante bisogno di gratificazione.









Un fenomeno che attraversa trasversalmente la società contemporanea, manifestandosi nelle relazioni, nel possesso materiale e nella sfera più intima dell’individuo. Se nell’infanzia il desiderio coincide con la gioia spontanea della sorpresa, nell’età adulta si trasforma spesso in una ricerca reiterata di stimoli, in cui l’attesa e l’incertezza diventano parte integrante del piacere. È proprio da questa dinamica che prende forma il riferimento alle Blind Box, oggetti del desiderio contemporaneo, contenitori misteriosi il cui valore risiede tanto nel contenuto quanto nell'emozione legata alla sua scoperta.

Liberatore porta questo immaginario direttamente in passerella, trasformandolo in una narrazione visiva e performativa. Otto modelle aprono la presentazione indossando altrettante giacche iconiche provenienti dall’archivio della Maison, datate 2010-2020. Capi neri, abbinati al color nude, che racchiudono una parte significativa dell’identità stilistica della Designer. La sorpresa è però nella loro presentazione: le modelle sono inserite all’interno di blind box a dimensione umana, come preziosi oggetti da collezione, in attesa di essere riconosciuti e desiderati.

La passerella diventa così un dispositivo narrativo in cui la moda dialoga con i meccanismi psicologici dell’aspettativa, della curiosità e della gratificazione. Una scarica dopaminica che si rinnova anche attraverso la Partnership con Sony, consolidata per questa stagione, con le cuffie 1000XM6 proposte nell’intera gamma cromatica. Le interferenze acustiche si traducono in suggestioni visive, trasformando la tecnologia in un elemento estetico e concettuale, parte integrante del racconto.

Il percorso della Collezione si sviluppa dunque tra ciò che è nascosto e ciò che viene rivelato, tra il piacere dell’attesa e la soddisfazione della scoperta. Ma soprattutto si configura come un confronto tra generazioni, tra adulti e bambini, portatori di immaginari differenti eppure accomunati dalla stessa capacità di desiderare.

Nella P/E 2027, le donne di Francesca Liberatore indossano completi e abiti in cotone fantasia, attraversati da tonalità vivaci e stampe pop. Un guardaroba che abbandona la rigidità delle convenzioni per aprirsi a una libertà espressiva fatta di accostamenti inaspettati, cromie dinamiche e sovrapposizioni.

Ai più piccoli è invece dedicata una collaborazione con il marchio Cinese ASK, attraverso la quale la stilista sviluppa un universo visivo popolato da angeli, UFO, pianeti e galassie. I tessuti tecnici, arricchiti da lavorazioni jacquard, diventano superfici narrative sulle quali si proiettano immagini che invitano a guardare oltre i confini del quotidiano. Il cielo si trasforma in uno spazio di possibilità, un territorio immaginativo in cui la fantasia infantile può liberamente espandersi.

Il dialogo tra le due dimensioni generazionali trova una cornice particolarmente significativa nell’Educandato Statale Emanuela Setti Carraro, scelto ancora una volta come location della sfilata, per la quarta occasione. La scuola diventa molto più di uno scenario: è il luogo simbolico in cui formazione, crescita, memoria e immaginazione si incontrano. Una scelta coerente con la volontà di Liberatore di costruire un ponte tra infanzia ed età adulta, valorizzando uno scambio visionario nel quale codici estetici e simboli si contaminano reciprocamente.

In questo contesto si inserisce una maglieria di particolare ricercatezza, sviluppata attraverso intarsi e jacquard, pensata come elemento di congiunzione tra i diversi universi della collezione. Le grafiche pixelate, declinate nei toni del marrone, del verde brillante, dell’azzurro e del burgundy, richiamano la magnificenza degli interni dell’edificio, stabilendo un dialogo tra il patrimonio architettonico del luogo e la contemporaneità del linguaggio Fashion.

La costruzione degli abiti procede attraverso una continua ricerca di equilibrio tra forma, superficie e movimento. Ricami couture dal carattere romantico convivono con jacquard geometrici e floreali, bordature in raso e sovrapposizioni che sfuggono a qualsiasi schema precostituito. Il risultato è un guardaroba dinamico, nel quale il bidimensionale si trasforma in tridimensionale a seconda della costruzione e del movimento del corpo.

Le gonne, in particolare, diventano elementi mutevoli, capaci di modificare le proprie proporzioni e di aprirsi a nuove interpretazioni. La silhouette non è più una struttura immobile, ma una forma in continua evoluzione, che si ridefinisce attraverso il gesto e la libertà di chi la indossa. Non mancano i bomber, ormai cifra riconoscibile della Maison, proposti in volumi ampi e morbidi, doppiati con fantasie e rigature. Un ritorno che rafforza il legame con l’identità di Francesca Liberatore, reinterpretandone i codici attraverso una sensibilità contemporanea e una costante propensione alla sperimentazione.

L’intera Collezione si muove così in una dimensione di libertà interpretativa, dove le associazioni tradizionali tra proporzioni, colori e decorazioni vengono continuamente messe in discussione. La moda diventa uno spazio aperto, in cui l’errore apparente, l’inatteso e la contaminazione si trasformano in strumenti di espressione.

Al di là del riferimento al fenomeno commerciale delle blind box e alla sua capacità di alimentare l’eccitazione dell’attesa, il messaggio della P/E 2027 assume una portata più ampia. Per Francesca Liberatore, il desiderio non è soltanto una pulsione legata al possesso o alla gratificazione immediata, ma una forza generativa, capace di mettere in moto il pensiero, produrre nuove realtà e creare connessioni.

Tra passato e futuro, infanzia ed età adulta, tecnologia e artigianalità, la designer costruisce un universo in cui gli abiti diventano strumenti di relazione. Relazioni tra oggetti e persone, sentimenti e idee, memoria e immaginazione. Perché, in fondo, il desiderio più autentico non coincide necessariamente con il momento in cui si ottiene ciò che si cerca, ma con la possibilità di continuare a immaginare ciò che ancora deve venire.

Per Maggiori Informazioni: www.francescaliberatore.it