L’automobile come simbolo di modernità, strumento di trasformazione del paesaggio e oggetto di ricerca artistica. È questo il filo conduttore di SERIE LIMITATA. Paesaggi mobili in fotografia, la mostra che il MAUTO - Museo Nazionale dell’Automobile di Torino presenta nella Sala Albertini, al piano terra fino al 4 Aprile 2027.
Curata da Philippe Séclier e Lorenza Bravetta, l’esposizione riunisce fotografie, video e sculture di 40 artisti, proponendo un viaggio attraverso oltre settant’anni di sperimentazione, dagli Anni' 50 a oggi. Al centro del progetto espositivo si trova il dialogo tra due protagonisti della modernità industriale: l’automobile e la fotografia. Entrambe hanno contribuito a ridefinire il modo di vivere e osservare il mondo, diventando strumenti di innovazione, espressione e diffusione di nuovi linguaggi visivi. Se l’automobile ha rivoluzionato gli spostamenti, modificando i ritmi della società e il rapporto con lo spazio, la fotografia ha permesso di documentarne le trasformazioni, catturandone forme, dettagli e riflessi, ma anche il paesaggio urbano e naturale attraversato dalla strada.
Il tema della serialità, richiamato dal titolo, rappresenta la chiave interpretativa dell’intera mostra. La produzione industriale rende gli oggetti replicabili e accessibili, mentre la fotografia moltiplica le immagini e ne amplia la diffusione. Eppure, proprio all’interno di questa possibilità di riproduzione si apre uno spazio per l’unicità: ogni scatto restituisce uno sguardo irripetibile, capace di trasformare un soggetto comune in una testimonianza artistica e culturale.
"SERIE LIMITATA nasce da questa apparente contraddizione", sottolinea Lorenza Bravetta, direttrice del MAUTO e co-curatrice dell’esposizione, richiamando il concetto di “aura” elaborato da Walter Benjamin. La riflessione riguarda la tensione tra l’opera come presenza autentica e irripetibile e la sua riproducibilità tecnica. Una dialettica che accomuna la fotografia all’automobile, prodotto industriale concepito per essere replicato, ma capace di diventare anche espressione di una precisa visione estetica e progettuale.
Il percorso espositivo prende avvio da un omaggio a Eugène Atget, figura fondamentale nella storia della fotografia, per svilupparsi attraverso le ricerche di artisti che hanno interpretato in modi differenti il rapporto tra automobile, strada e paesaggio. Le immagini di William Eggleston, Lee Friedlander e Stephen Shore si affiancano alle sequenze fotografiche di Martin Parr, Malick Sidibé, Henry Wessel e Arnold Odermatt, componendo una pluralità di sguardi sulla vita quotidiana e sulle trasformazioni della società. Le opere di Naoya Hatakeyama, Myriam Meloni, Alain Willaume e Paolo Mussat Sartor indagano invece il paesaggio osservato e attraversato dalla strada, mentre Jean-Christian Bourcart e Franck Landron esplorano le molteplici dimensioni dell’esperienza automobilistica e le tracce che essa lascia nei luoghi.
La serialità diventa anche uno strumento di analisi e scomposizione dell’oggetto. Nelle opere di Christopher Williams, Luciano Rigolini, Valérie Belin, Antoine Schneck, Kay Michalak e Sven Völker e Alain Fleischer, l’automobile viene osservata, classificata e reinterpretata attraverso dettagli, sequenze e variazioni formali. Altri artisti, come Ray K. Metzker, Jan Groover e Kurt Buchwald, spingono la ricerca verso l’astrazione e la composizione, mettendo in evidenza il potenziale visivo delle forme e delle strutture. Accanto alla fotografia documentaria trovano spazio linguaggi ironici e sperimentali, con i lavori di Beni Bischof, Ronni Campana, Thomas Mailaender, Pierryl Peytavi e Les Krims. Le opere di Max Regenberg, Sue Barr, Caroline e Cyril Desroche e Stéphane Couturier approfondiscono invece le relazioni tra automobile, architettura, spazio urbano e paesaggio industriale. Il mondo della produzione e del progetto automobilistico emerge nelle fotografie di Peter Keetman e nelle sequenze di Frank Horvat dedicate a Ferrari.
La mostra supera inoltre i confini della fotografia per estendersi alla scultura, all’installazione e all’immagine in movimento. Le accumulazioni di Arman, le compressioni di César e le opere di Peter Stämpfli ampliano la riflessione sulla materia e sulla forma dell’automobile. A completare il percorso è Unfinished Father di Erik Kessels, progetto nel quale una Fiat 500C Topolino assume il valore di testimonianza di una memoria familiare, trasformandosi da oggetto meccanico in contenitore di storie ed emozioni.
Come evidenzia Philippe Séclier, co-curatore della mostra, "accumulare, frammentare, confrontare, dissezionare" sono gesti che consentono di andare oltre la funzione pratica dell’automobile e di indagarne le implicazioni culturali, produttive e simboliche. L’immagine seriale diventa così uno strumento critico, capace di raccontare i cambiamenti del paesaggio, le logiche industriali e il rapporto personale tra individui e oggetti. A dialogare con le opere artistiche sono cinque supercar prodotte in serie limitata, realizzate tra gli Anni' 90 e gli Anni' 20 del XXI Secolo. Vetture che rappresentano altrettante interpretazioni dell’automobile sportiva ad alte prestazioni e che, pur appartenendo al mondo della produzione industriale, si distinguono per rarità, ricerca tecnologica e qualità del Design.
Tra i modelli esposti figura la Bugatti EB110 GT, prodotta tra il 1991 e il 1995, simbolo dell’innovazione tecnica e delle ambizioni legate alla rinascita del marchio negli Anni' 90 . Accanto a essa, la Ferrari F50 (1995-1997) esprime il legame tra automobile stradale e mondo delle competizioni, traducendo l’esperienza delle corse in una vettura dalle prestazioni estreme. La Pagani Zonda S Roadster (2003-2006), realizzata in soli 12 esemplari, incarna l’incontro tra ingegneria, lavorazione artigianale e ricerca estetica. La Aston Martin Vanquish Zagato Shooting Brake (2018-2019), prodotta in 99 esemplari, interpreta invece il dialogo tra eleganza, sportività e sperimentazione stilistica. Completa la selezione l’Alfa Romeo 33 Stradale del 2023, realizzata in appena 33 esemplari e concepita come reinterpretazione contemporanea di un modello iconico della storia del marchio.
Queste vetture rappresentano il cuore di una riflessione che mette in relazione la standardizzazione della produzione industriale con la ricerca dell’eccezionalità. La loro esclusività non risiede soltanto nel numero ridotto di esemplari realizzati, ma anche nella capacità di esprimere una visione progettuale in cui tecnologia, prestazioni e identità stilistica concorrono a definire il valore dell’oggetto. Ad arricchire l’esposizione è una selezione bibliografica dedicata al rapporto tra fotografia e automobile. Il nucleo comprende libri d’artista, photobook, cataloghi di mostre, monografie, edizioni indipendenti e pubblicazioni che hanno accompagnato il lavoro di ricerca curatoriale.
I volumi, provenienti dalla Collezione di Philippe Séclier e successivamente acquisiti dal Museo, documentano la varietà degli approcci con cui l’automobile è stata osservata e raccontata nel corso del tempo. Il libro diventa così un ulteriore spazio di confronto tra immagini, sequenze e narrazioni, contribuendo ad ampliare il percorso oltre le opere esposte.
La scelta di ospitare SERIE LIMITATA. Paesaggi mobili in fotografia al MAUTO assume un significato particolare nel contesto Torinese. Da quasi un secolo e mezzo l’automobile occupa un posto centrale nell’immaginario collettivo, ma a Torino rappresenta anche una componente essenziale dell’identità industriale, culturale e urbana. Qui il rapporto tra ingegneria, design e creatività ha alimentato nel tempo un dialogo costante tra industria e arte.
La mostra si inserisce in questa tradizione, proponendo una lettura dell’automobile che supera la dimensione tecnica e funzionale per riconoscerne il ruolo di oggetto culturale, forma architettonica in movimento e presenza capace di trasformare il territorio. Allo stesso tempo, la fotografia si rivela uno strumento privilegiato per osservare tali cambiamenti, fissando dettagli, atmosfere e prospettive che restituiscono la complessità del rapporto tra uomo, macchina e ambiente.
Attraverso le opere di 40 artisti, cinque supercar esclusive e una selezione di pubblicazioni specialistiche, SERIE LIMITATA. Paesaggi mobili in fotografia invita dunque a interrogarsi sul significato della riproducibilità nell'epoca industriale e sul valore dell'unicità nell'arte e nel design. Un percorso che racconta non soltanto l'evoluzione dell'automobile, ma anche il modo in cui immagini e oggetti contribuiscono a costruire la memoria collettiva e a interpretare la modernità.
Per Maggiori Informazioni: www.museoauto.com
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