Nel cuore di Burgusio, piccolo borgo dell’Alta Val Venosta, la storia incontra il Design e l’ospitalità assume i contorni di un’esperienza intima e personale. È questa l’essenza dell’Hotel Weisses Kreuz - Adults Only, struttura della Famiglia Theiner che, nel corso di oltre un secolo e mezzo, ha attraversato epoche e trasformazioni senza perdere il legame con il territorio.
Quella che oggi è una raffinata struttura di Charme è stata, nel tempo, foresteria, fattoria, negozio di alimentari, enoteca, ristorante e albergo. Un percorso iniziato nel 1871, quando Josef Theiner acquistò il Weisses Kreuz e il terreno adiacente, lungo l’antica Via Claudia Augusta, la strada romana che collegava il Nord e il Sud delle Alpi. Oggi a raccogliere questa eredità è la giovane proprietaria Mara Theiner, che con la supervisione dello studio di architettura Marx/Ladurner ha accompagnato la struttura in una nuova stagione, valorizzando due edifici storici e mettendo in dialogo elementi originali e soluzioni contemporanee.
Il risultato è un luogo nel quale antiche stube gotiche, stanze rinascimentali, legni secolari e tracce della storia convivono con materiali moderni, linee essenziali e un comfort di alto livello. Il Weisses Kreuz dispone di 37 Suite e accoglie ospiti a partire dai 14 Anni, con una filosofia dell’ospitalità che punta soprattutto sulla personalizzazione e sulla possibilità di recuperare un rapporto più lento con il tempo.
"Al Weisses Kreuz si può praticare l’arte del dolce far niente - racconta Mara Theiner - Un concetto che, nell’epoca della velocità e della connessione permanente, assume quasi il valore di un lusso. L’invito è quello di «abbandonarsi ed essere», osservando la natura e la vita quotidiana del paese, tra vicoli, artigiani e contadini". Non una semplice vacanza, dunque, ma una pausa capace di restituire energie. Una sorta di moderna villeggiatura alpina, nella quale il tempo ritrova un ritmo più naturale.
A pochi passi dal corpo principale dell’Hotel si trova Ansitz zum Löwen, edificio storico di oltre 800 Anni tutelato dalle Belle Arti. Per decenni rimasto chiuso, è stato recuperato con un intervento che ha scelto di non cancellare le tracce del passato, ma di renderle protagoniste. Il legno di cirmolo secolare, gli affreschi, i soffitti a cassettoni e altri elementi originali dialogano con vetro, calcestruzzo a vista, intonaci grezzi e arredi contemporanei.
Le 9 Suite della dependance sono tutte differenti e appartengono a epoche diverse: una risale addirittura al XIII Secolo. Dietro ogni porta si nasconde così un dettaglio capace di raccontare la lunga vita dell’edificio: un soffitto intagliato, una parete decorata, un antico chiavistello o persino un bagno ricavato nell’originario affumicatoio. "Ogni stanza ha una sua personalità, un pezzo unico in cui elementi antichi e tocchi contemporanei creano un contrasto affascinante", spiega Theiner.
La filosofia del rallentare trova la sua massima espressione nell’area Wellness AURA MEA, 1.300 Mq. dedicati al benessere. Il percorso comprende saune in cirmolo e abete, una piscina infinity riscaldata di 20 metri e un idromassaggio panoramico esterno. Lo sguardo si apre sul paesaggio dell’Alta Val Venosta, dal Piz Lun al massiccio dell’Ortles, fino ai vigneti dell’Abbazia di Monte Maria e al Castello del Principe. La Silence Lounge, con lettini ad acqua riscaldati e una luce soffusa, è pensata per favorire il silenzio e il riposo. A completare l’offerta sono il giardino d’Inverno, i trattamenti personalizzati, i massaggi e i rituali ispirati alle essenze alpine, tra arnica, pino cembro ed erbe di montagna.
Anche la tavola diventa parte del racconto. Il ristorante fine dining MaMesa, nato dalla collaborazione tra Mara Theiner e lo Chef Marc Bernhart, dispone di appena sei tavoli e propone una cucina racchiusa nel concetto di glocal: globale, ma profondamente locale. Il nome richiama il termine retoromanzo mesa, ovvero “tavolo”, mentre il prefisso “Ma” rende omaggio ai nomi dei due giovani proprietari.
La cucina parte dalle materie prime dell’Alto Adige e della Val Venosta, ma le combina con tecniche contemporanee e influenze Francesi, Thailandesi e Giapponesi. Speck prodotto in casa con suini Duroc allevati direttamente dall’azienda agricola, miele biologico e carne Wagyu convivono con prodotti e ingredienti provenienti da altri territori, dalle capesante norvegesi al gambero rosso di Mazara del Vallo.
La pasticceria è affidata a Kay Baumgardt, che ha scelto di eliminare lo zucchero bianco dalle proprie creazioni, puntando sulla dolcezza naturale degli ingredienti e su tecniche innovative. Il ristorante occupa gli spazi di un antico fienile e propone un’esperienza raccolta, quasi sospesa, con la sala racchiusa in una sorta di “scatola” di vetro che incornicia il paesaggio circostante.
Il rapporto con il territorio non si esaurisce negli spazi dell’Hotel. L’Alta Val Venosta offre un patrimonio naturale e culturale da esplorare a piedi o in bicicletta. Tra le mete più significative c’è l’Abbazia di Monte Maria, mentre la vicina Glorenza, racchiusa dalle sue mura medievali, rappresenta una delle testimonianze storiche più affascinanti della valle.
Per chi cerca passeggiate accessibili ci sono i sentieri delle rogge, i cosiddetti Waalwege, nati storicamente per permettere ai guardiani di controllare il flusso delle acque. Il Sentiero del Sole, invece, attraversa campi e rogge collegando l’area dell’abbazia con Burgusio e Spondigna. Non mancano escursioni attorno al lago naturale di San Valentino alla Muta e al Lago di Resia, celebre per il campanile della vecchia Curon che emerge dalle acque.
Il Weisses Kreuz organizza inoltre escursioni settimanali, tra cui l’uscita all’alba sul Watles, mentre gli appassionati delle due ruote possono percorrere la ciclabile della Val Venosta, lungo l’antico tracciato della Via Claudia Augusta. Per chi preferisce mantenere l’attività fisica all’interno della struttura sono disponibili una palestra con attrezzature Technogym e una sala dedicata a Yoga e meditazione, con lezioni rivolte sia ai principianti sia ai praticanti più esperti.
L’ultimo capitolo, per ora, è quello scritto da Mara Theiner e Marc Bernhart. Nel 2022 la struttura ha ampliato ulteriormente la propria offerta con la piscina Infinity di 20 metri, il giardino, il giardino d’Inverno, la palestra, gli spazi dedicati allo Yoga e soprattutto il ristorante MaMesa.
Il risultato è un luogo nel quale la storia non viene semplicemente conservata, ma continua a vivere. Tra mura medievali e architettura contemporanea, alta cucina e sentieri di montagna, il Weisses Kreuz propone una forma di ospitalità che ha scelto di fare del tempo - quello lento, autentico, personale - il proprio vero Lusso.
Per Maggiori Informazioni: www.weisseskreuz.com
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