sabato 12 settembre 2026

“Tutte o Nessuna”: Il cinema porta a Venezia la sfida dell’accesso alle cure

Può il cinema diventare uno strumento per accendere i riflettori su una delle questioni più delicate della sanità contemporanea? È questa la sfida di Tutte o Nessuna, il progetto cinematografico presentato ieri a Venezia nell’ambito dell' 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.






Scritto e diretto da Giovanni B. Algieri, il cortometraggio mette al centro della narrazione il diritto all’accesso tempestivo alle cure, raccontando l’impatto che l’attesa, gli ostacoli burocratici e le disuguaglianze nell’accesso alle terapie possono avere sulla vita delle persone. Il punto di partenza è una questione tanto concreta quanto attuale: in molte patologie, ritardare l’inizio di una terapia può compromettere le possibilità di sopravvivenza e incidere significativamente sulla qualità della vita. Anche quando un farmaco innovativo è stato approvato, infatti, il percorso che conduce alla sua effettiva disponibilità per i pazienti può essere lungo e disomogeneo.

Secondo i dati riportati nel progetto, in Europa trascorrono mediamente circa 578 giorni tra l’approvazione di un farmaco da parte dell’EMA, l’Agenzia Europea per i Medicinali, e la sua effettiva disponibilità per i pazienti. In Italia il tempo medio supera i 486 giorni. È all’interno di questo scenario che si sviluppa “Tutte o Nessuna”, prodotto dal Creative Producer Jonathan Elia per IMMAGINAZIONE APS e Summeet, realtà attiva nel settore degli eventi scientifici e istituzionali. Il progetto è stato realizzato con il sostegno della Calabria Film Commission, nell’ambito dell’iniziativa We BreastNuove frontiere terapeutiche nei tumori della mammella”.

Il tema viene affrontato in particolare attraverso la prospettiva del carcinoma mammario, una delle principali sfide oncologiche in Italia. Nel 2022 sono state stimate circa 55.700 nuove diagnosi di tumore della mammella nelle donne italiane. Tra i diversi sottotipi della patologia, il tumore della mammella triplo negativo rappresenta circa il 15% dei carcinomi mammari ed è caratterizzato da particolare aggressività e da un elevato rischio di recidiva e metastasi, con circa 8.000 nuovi casi ogni anno in Italia.

Il cortometraggio sceglie dunque il linguaggio cinematografico per trasformare numeri, tempi di attesa e questioni legate all’organizzazione sanitaria in una storia capace di parlare direttamente allo spettatore. Al centro ci sono le persone e il peso che una decisione rimandata, una procedura burocratica o una terapia non ancora disponibile possono assumere nel percorso di cura.

L’obiettivo dichiarato del progetto è contribuire a una riflessione collettiva e favorire un confronto tra istituzioni, comunità scientifica, associazioni dei pazienti e tutti gli attori coinvolti nel percorso terapeutico. La prospettiva è quella di un sistema di cura in grado di garantire un accesso equo e tempestivo alle terapie, affinché l’innovazione scientifica possa tradursi concretamente in un’opportunità per tutti.

Per una donna che affronta un tumore alla mammella, il tempo non è un dettaglio burocratico: può incidere sulle possibilità di cura e sulla qualità della vita. “Tutte o Nessuna” ci ricorda che l’innovazione terapeutica ha valore soltanto quando diventa accessibile a tutte, senza ritardi né disuguaglianze.commenta l’On. Simona Loizzo, Presidente dell'Intergruppo Parlamentare Nuove frontiere terapeutiche nei tumori della mammella.

Presentare in anteprima “Tutte o Nessuna” a Venezia spero porti fortuna a un progetto che merita di circolare, soprattutto per l’importanza del suo messaggio. L’accesso alle cure è un principio fondamentale di uno Stato di diritto e, quando si parla di salute, anche un solo giorno può fare la differenza.dichiara Giovanni B. Algieri, Regista di "Tutte o Nessuna".

Una cura può fare davvero la differenza solo quando è accessibile nel momento in cui una persona ne ha bisogno. “Tutte o Nessuna” racconta, attraverso il linguaggio immediato e profondamente umano del cinema, il peso dell’attesa, degli ostacoli burocratici e delle disuguaglianze nell’accesso alle terapie. Portare questi temi oltre il confronto scientifico e istituzionale significa alimentare un dialogo tra tutti gli attori del sistema healthcare, affinché i progressi della ricerca possano tradursi in opportunità di cura reali e tempestive per ogni paziente", conclude Matteo Bruno Calveri, CoProducer e AD di Summeet.

All’anteprima hanno partecipato Simona Loizzo - Capogruppo XII Commissione Affari Sociali - Camera dei Deputati; Presidente dell'Intergruppo Parlamentare "Nuove frontiere terapeutiche nei tumori della mammella"; Giovanni B. Algieri - Regista; Violante Placido - Attrice; Donatella Finocchiaro - Attrice; Filippo Librando - Attore; Andrea Del Mercato - Direttore Generale della Fondazione La Biennale di Venezia; Antongiulio Grande - Presidente Calabria Film Commission, Matteo Bruno Calveri - CEO SUMMEET; Gino Gerosa, Assessore alla Sanità Regione Veneto; Ugo Cappellacci - Presidente XII Commissione Affari Sociali - Camera dei Deputati; Rocco Bellantone - Presidente Istituto Superiore Sanità; Oreste Gentilini - Primario dell’Unità di Chirurgia della Mammella e responsabile Breast Unit dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Professore Associato presso l’Università Vita-Salute San Raffaele; Giampaolo Bianchini - Responsabile dell’Oncologia Mammaria nel Dipartimento di Oncologia Medica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e Professore Associato presso l’Università Vita-Salute San Raffaele; Adriana Bonifacino - Fondatrice Incontra Donna; Flori Degrassi - Presidente ANDOS. 

Per Maggiori Informazioni: www.labiennale.org