giovedì 13 agosto 2026

Intervista: Lenush Saf, si racconta a Moda Glamour Italia

Moda Glamour Italia incontra Lenush Saf cantante, imprenditrice e digital creator e si racconta in un'esclusiva intervista.











- Puoi raccontarci qualcosa del tuo percorso? Quali sono le qualità e le esperienze che ti hanno plasmato come artista e ti hanno avvicinato al mondo della musica?

Fin da piccola ho sempre avuto una forte inclinazione artistica, facevo parte del coro e della compagnia di balletto, il palco è sempre stato una presenza costante nella mia vita. Il momento decisivo è arrivato quando avevo 11 o 12 anni, ero seduta in salotto con mia madre e ho cantato “Nature Boy” di Celine Dion. Ricordo ancora la sua espressione, mi ha guardato sorpresa e mi ha detto “Canti così?”. Da quel momento ho iniziato a prendere lezioni di canto. Ho iniziato ad esibirmi a scuola, e poco alla volta, ho capito che quella era la mia strada, infatti ho sempre saputo di voler stare sul palcoscenico, ma in quel momento ho avuto la certezza che sarebbe stato perché volevo cantare. Esibirmi mi regala un’emozione difficile da descrivere, è come un'attrazione magnetica, un luogo in cui mi sento completamente me stessa. 

- Stai per lanciare un nuovo progetto musicale. Cosa ti ha spinto a compiere questo passo nella tua carriera e cosa significa per te oggi esibirti sul palco?

Stare sul palco è ciò che amo di più, mi piace esibirmi, mettere in scena uno spettacolo e condividere emozioni con il pubblico ma soprattutto quando salgo sul palcoscenico divento una persona diversa. Nella vita di tutti i giorni resto una persona creativa e artistica, ma la connessione che provo con la musica è qualcosa di unico. Forse essere del segno zodiacale dei Gemelli mi aiuta, perché riesco a trasformarmi con naturalezza, quando ho il microfono in mano e parte la musica, è come se entrassi in un altro universo, credo che molti artisti conoscano quella sensazione: una volta provata è impossibile farne a meno. La spinta decisiva nel riconnettermi con la musica è arrivata da mia figlia, è stata lei a dirmi con grande semplicità, “canta”. Per tanto tempo avevo pensato che la musica fosse ormai un capitolo chiuso della mia vita, ma in realtà era solo una lunga pausa. A volte il momento giusto arriva quando meno te lo aspetti e personalmente credo davvero che, se qualcosa sia destinato a te, prima o poi troverà il modo di raggiungerti. Questo progetto è arrivato quasi per caso, e proprio per questo ho sentito subito che era la strada giusta, qggi sento di essere finalmente nel posto a cui appartengo.

- Ogni spettacolo crea un dialogo tra l'artista e il pubblico. Che tipo di legame cerchi di instaurare quando sei sul palco?

Direi l’onestà prima di tutto. La mia musica è profondamente personale e ogni canzone racconta qualcosa di me, non pubblicherei mai un brano che non abbia un significato autentico, anche quelli che possono sembrare più leggeri nascono sempre da un’emozione o da un’esperienza reale. Vorrei che chi ascolta la mia musica potesse conoscermi davvero attraverso le mie canzoni. Allo stesso tempo, spero che ogni persona possa ritrovare qualcosa di sé in quei testi e interpretarli secondo la propria sensibilità. Credo che questo sia uno degli aspetti più belli della musica: una canzone nasce da una storia personale, ma può assumere un significato diverso e unico per chi l’ascolta. Quello che cerco di creare è un dialogo sincero e aperto con il mio pubblico, non solo attraverso la musica, ma anche sui social, nelle interviste e, soprattutto, dal vivo, per me il palco è il luogo in cui questo legame diventa più autentico. 

- La moda ha sempre fatto parte della tua immagine pubblica. In che modo lo stile ti aiuta a esprimere la tua identità artistica e come si integra con le tue esibizioni?

Il mio stile sul palco è molto diverso da quello che ho nella vita di tutti i giorni, nella mia vita privata mi vesto prevalentemente con capi  classici e senza tempo, mentre sul palco mi piace osare di più, essere più audace, dinamica ed elettrica. Naturalmente, anche questo cambia in base alla canzone e al tipo di esibizione, ogni brano ha la sua identità e mi piace che anche l’aspetto visivo stilistico contribuisca a raccontarla e definirla.  

- Come ti prepari prima di salire sul palco? Hai qualche rituale, abitudine o atteggiamento mentale che ti aiuta a entrare nel giusto stato d’animo prima di un’esibizione?

In realtà non ho rituali particolari, prima di un’esibizione mi concentro molto sulle cose semplici, essere ben riposata e idratata. Il vero lavoro inizia già settimane prima, a volte mesi, ci si allena, si provano le coreografie, si perfezionano i brani e si cura ogni dettaglio. Quando arriva il giorno dello spettacolo l’obiettivo è fidarsi di tutto il lavoro fatto e godersi il momento.  Lo stesso vale per le registrazioni in studio, prima di entrare in sala lavoro intensamente con il mio vocal coach, finché non conosco ogni sfumatura della canzone, registro alcuni video delle prove e li condivido con i miei produttori per confrontarci sull’atmosfera e sull’interpretazione che sto costruendo. Se ci sono parti che voglio modificare o su cui ho ancora dubbi, preferisco affrontarle con molto anticipo. In questo modo, quando arriviamo in studio, possiamo concentrarci sulla creatività e rendere il processo molto più fluido ed efficace.

- Al momento stai lavorando a nuova musica. Senza svelare troppo, cosa può aspettarsi il pubblico da questo nuovo capitolo e come ritieni di esserti evoluta come artista?

Quello che posso dire è che sono davvero entusiasta di questo album e non vedo l’ora che il pubblico possa ascoltarlo! Spero che queste canzoni riescano a entrare in sintonia con chi le ascolterà e che ognuno possa trovare qualcosa in cui riconoscersi.  Parlare di “evoluzione” forse non è del tutto corretto, perché considero questo il mio vero album di debutto, in passato ho pubblicato qualche brano, ma ero molto giovane e seguivo una direzione artistica che non sentivo davvero mia. Le canzoni, la visione e le scelte creative erano guidate principalmente dai produttori, e non riuscivo a identificarmi pienamente in quel progetto, detto questo sono comunque grata per quell’esperienza, perchè mi ha insegnato molto e mi ha portata fino a qui. Oggi però è diverso, perché ho trovato la mia identità artistica, so cosa voglio raccontare attraverso la mia musica e sento di avere finalmente una voce autentica. Sono molto contenta anche perchè con i produttori di questo album si è creata una sintonia speciale: condividiamo la stessa visione, ci comprendiamo al volo e lavorare insieme è stato naturale e stimolante. 

- Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi o le tappe fondamentali che ti rendono più entusiasta nel continuare a costruire la tua carriera di artista?

Sicuramente l’uscita dei miei primi singoli e, naturalmente, dell’album. È un momento che aspetto con grande entusiasmo, perché rappresenta l’inizio di un percorso in cui credo profondamente, i miei  obiettivi sono ambiziosi e sono pronta a lavorare duramente per raggiungerli e più di ogni altra cosa, però, desidero che la mia musica arrivi al cuore delle persone. Credo davvero che questo album abbia qualcosa di speciale, è il progetto che mi rappresenta fino in fondo e il primo con cui sento di mostrarmi al pubblico in modo completamente autentico per questo non vedo l’ora di condividerlo con tutti e di scoprire dove mi porterà questo nuovo capitolo.