L’artigianato non è soltanto una questione di manualità, tradizione e qualità del prodotto. Può diventare anche uno strumento concreto di inclusione sociale, capace di restituire autonomia, costruire competenze e aprire nuove possibilità a chi si trova in condizioni di fragilità.
È questo il messaggio al centro della XXXII edizione di Artigianato e Palazzo, in programma dall’11 al 13 Settembre al Giardino Corsini di Firenze. Grazie al sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, la manifestazione ospiterà anche quest’anno alcune realtà che hanno scelto di utilizzare l’artigianato come strumento di formazione, integrazione e valorizzazione delle persone.
L’iniziativa rientra nel progetto “L’artigianato che unisce, l’artigianato che include”, promosso dall’Associazione Giardino Corsini con l’obiettivo di favorire la nascita di reti e opportunità tra esperienze accomunate dall’idea che il lavoro artigianale possa rappresentare una leva di inclusione e di crescita. Non sarà una sezione separata dal resto della manifestazione. Le cooperative sociali saranno infatti integrate nel percorso espositivo, accanto alla nuova selezione di 100 Artigiani Italiani e stranieri e giovani Designer, chiamati a confrontarsi con il tema scelto per questa edizione: “Riconnettersi con la natura”.
"Sono esperienze, quelle delle cooperative sociali, che raccontano una delle espressioni più autentiche dell'artigianato: non solo conservare un sapere o realizzare manufatti di qualità, ma offrire opportunità concrete a persone che stanno costruendo o ricostruendo il proprio percorso di vita - spiegano gli organizzatori Sabina Corsini e Neri Torrigiani - Le cooperative sociali presenti in Mostra dimostrano come l'artigianato possa diventare uno straordinario strumento di inclusione, autonomia e riscatto, capace di abbattere le barriere e generare valore per l'intera comunità".
Sono diverse le esperienze che saranno presentate al pubblico. A Milano, la Cooperativa Alice utilizza i laboratori di sartoria, attivi anche all’interno degli istituti penitenziari, per accompagnare donne in condizioni di fragilità verso percorsi di autonomia e reinserimento. A Firenze, la Cooperativa Sociale FLO Concept utilizza invece la moda per promuovere inclusione e autonomia tra persone che vivono situazioni di fragilità economica, sociale o psicologica.
Sempre nel capoluogo Toscano è nata Community Garden APS, dalla collaborazione tra la Cooperativa Gaetano Barberi e Orti Dipinti: qui la lavorazione della terracotta diventa un’occasione di partecipazione, apprendimento e crescita personale. Dall’Appennino bolognese arriva invece la Cooperativa Sociale SolcoLibertas, con i progetti LaVergata e Filalalana, due centri socio-occupazionali che puntano sulla valorizzazione delle competenze e della creatività attraverso la legatoria artigianale e la lavorazione della lana. Completa il gruppo l’Associazione Progress, impegnata nell’Istituto Penale per Minorenni di Firenze, dove l’arte viene utilizzata come strumento di espressione, crescita personale e reinserimento.
Durante i tre giorni della manifestazione le cooperative potranno esporre e vendere le proprie creazioni, ma anche incontrare direttamente i visitatori attraverso dimostrazioni dal vivo e workshop. Alcuni componenti del Comitato Promotore di Artigianato e Palazzo affiancheranno inoltre le associazioni nel ruolo di tutor, accompagnandole nel corso dell’esperienza espositiva.
Il tema dell'inclusione si intreccia anche con una dimensione Internazionale. La manifestazione ospiterà infatti una mostra curata dall’Associazione no-profit Malles Design Mediterraneo, dedicata alle ceramiche realizzate a mano dalle donne del villaggio tunisino di Sejnane. Anche in questo caso l’acquisto dei manufatti avrà una ricaduta diretta sulle artigiane: ogni pezzo esposto sarà infatti in vendita e il ricavato andrà a sostenere la donna che lo ha realizzato.
Accanto a queste esperienze, la XXXII edizione di Artigianato e Palazzo proporrà dunque una riflessione più ampia sul rapporto tra natura, creatività e lavoro manuale. Il tema “Riconnettersi con la natura” sarà il filo conduttore attraverso cui i cento espositori - maestri artigiani e giovani Designer - interpreteranno terra, acqua e materia come origine del processo creativo contemporaneo.
In questa prospettiva, l’artigianato assume un significato che supera quello del manufatto. Diventa un patrimonio fatto di conoscenze, relazioni e competenze, ma anche un possibile strumento per rafforzare le persone e costruire nuove opportunità. È proprio in questo incontro tra saper fare e dimensione sociale che “L’artigianato che unisce, l’artigianato che include” trova il suo significato più concreto: trasformare il lavoro in un’occasione di partecipazione, autonomia e riscatto.
Per Maggiori Informazioni: www.artigianatoepalazzo.it

