Alla 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, il profumo conquista un nuovo spazio espressivo e si propone come opera d'arte autonoma. Accade con "Ujamaa Express", il progetto firmato da Angelo Orazio Pregoni, artista Genovese, naso indipendente, pittore e scrittore, che presenta un inedito percorso sinestetico all'interno della mostra collettiva Minor Frequencies: The Inner Life of a Nation, ospitata nel Padiglione Nazionale della Repubblica Unita della Tanzania.
L'esposizione, allestita presso la Gervasuti Foundation nel sestiere di Cannaregio e visitabile fino al 22 Novembre 2026, segna un passaggio significativo nel dialogo tra arti visive e ricerca olfattiva. In questo contesto, la fragranza non svolge più una funzione accessoria o scenografica, ma assume una propria identità artistica, diventando elemento centrale dell'esperienza espositiva.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla visione curatoriale di Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin, che hanno accolto nel percorso della mostra una pratica capace di mettere in discussione i tradizionali codici del display museale. Attraverso il linguaggio dell'olfatto, "Ujamaa Express" invita il pubblico a confrontarsi con una dimensione percettiva spesso marginalizzata nei contesti espositivi.
Pregoni, da anni impegnato nella sperimentazione di una profumeria libera dalle convenzioni commerciali, propone una ricerca in cui il profumo diventa strumento concettuale. La sua sensibilità sinestetica intreccia suggestioni pittoriche, memoria culturale e costruzioni olfattive complesse, restituendo all'olfatto una piena dignità espressiva.
Il cuore del progetto è costituito da quattro opere-scultura: O'toteman Perfume N.I, N.II, N.III e N.IV. Realizzate mediante tecniche di stampa 3D e successivamente dipinte a mano dall'artista, le strutture custodiscono al loro interno le fragranze, sottraendo alla vista il tradizionale flacone. L'esperienza olfattiva diventa così un gesto intimo e rituale, affidato a speciali coni attraverso i quali il visitatore può accedere alla dimensione invisibile dell'opera.
Ogni creazione è prodotta in una tiratura estremamente limitata di quattro esemplari e si configura come un oggetto di confine tra scultura, design e alta profumeria d'autore. Le composizioni ideate da Pregoni si distinguono per l'uso di materie prime naturali pregiate accostate a molecole di ricerca contemporanea. Le note floreali dialogano con sfumature animaliche e terrose, dando vita a costruzioni olfattive caratterizzate da tensioni e contrasti. Elementi ancestrali e visioni futuristiche convivono all'interno di ciascun jus, in una continua oscillazione tra radice e innovazione.
A
rafforzare la natura multidisciplinare del progetto è il rapporto
instaurato tra ogni fragranza e una specifica opera pittorica. Le
associazioni proposte dall'artista costruiscono un ponte simbolico
tra immaginari differenti, mettendo in relazione figure della cultura
swahili con icone della tradizione occidentale:
- O'toteman
Perfume N.I
dialoga con Julius
Nyerere and Vincent
- O'toteman
Perfume N.II
accompagna Siti
Binti Saad and Elvis
- O'toteman
Perfume N.III
si lega a Bi
Kidude and Callas
- O'toteman
Perfume N.IV
incontra Said
Mohamed Cheikh and Mozart
Ne emerge un dispositivo narrativo che interroga il concetto stesso di memoria culturale, sottraendo le figure rappresentate a una lettura stereotipata e restituendo centralità a protagonisti della storia e dell'identità Swahili. In un panorama dominato da strategie di marketing e storytelling standardizzati, "Ujamaa Express" rivendica la possibilità di un approccio radicalmente artistico alla profumeria. L'opera di Pregoni non cerca spiegazioni didascaliche né interpretazioni univoche: invita piuttosto il visitatore a lasciarsi guidare dall'esperienza sensoriale, affidandosi a quella parte invisibile della percezione che il profumo, più di ogni altro linguaggio, è in grado di evocare.
Alla Biennale di Venezia 2026, l'olfatto entra così nel dibattito contemporaneo sulle pratiche artistiche come strumento di conoscenza, relazione e immaginazione. E lo fa attraverso un progetto che sfida le categorie tradizionali, proponendo nuove possibilità di incontro tra arte, materia e memoria.
Per Maggiori Informazioni: www.instagram.com/angelo_orazio_pregoni

