Fino al prossimo 10 Gennaio 2027 il Museo Vincenzo Vela di Ligornetto (Svizzera) ospita Bertille Bak. Voci dalla terra, prima personale in un’istituzione museale Svizzera dell’artista Francese Bertille Bak (1983). L’esposizione inaugura la stagione primaverile del Museo si configura come un dialogo intenso tra pratiche artistiche contemporanee e patrimonio storico, confermando l’attenzione dell’istituzione verso le urgenze del presente.
Il progetto, realizzato in collaborazione con l’artista e curato dalla direttrice Antonia Nessi, mette in relazione una selezione di opere recenti con la Collezione permanente del Museo, instaurando un confronto diretto con uno dei nuclei più emblematici dell’opera di Vincenzo Vela: Le vittime del lavoro (1882-83). Il celebre altorilievo dedicato ai lavoratori morti durante la costruzione del traforo del San Gottardo diventa così un punto di riferimento storico e simbolico per leggere le trasformazioni del lavoro nella contemporaneità.
Attraverso video, disegni e installazioni, Bertille Bak affronta alcune delle questioni più urgenti legate al mondo del lavoro globale: dallo sfruttamento minorile nelle miniere evocato in Mineur Mineur (2022), alle contraddizioni del commercio Internazionale in Boussa from the Netherlands (2017), fino alle implicazioni ambientali e sociali dell’industria floricola in Nature Morte (2023). Le sue opere non si limitano a documentare la realtà, ma la attraversano con uno sguardo partecipativo, costruito attraverso un contatto diretto con comunità spesso marginalizzate o rese invisibili.
Elemento centrale della pratica di Bak è infatti il rapporto con i gruppi sociali coinvolti nei suoi progetti: l’artista condivide temporaneamente la loro quotidianità, trasformando l’esperienza vissuta in materiale narrativo e creativo. Ne derivano opere che oscillano tra realtà e invenzione, dove l’osservazione sociale si intreccia con l’immaginazione. Attraverso strategie visive che combinano ironia, parodia e poesia, Bak costruisce vere e proprie “favole contemporanee”, capaci di restituire complessità senza cadere nella retorica o nel pietismo.
Il dialogo con Vincenzo Vela assume in questo contesto una forte valenza critica. Se nell’Ottocento lo scultore ticinese dava forma alla sofferenza della classe operaia emergente, oggi Bertille Bak interroga le nuove configurazioni dello sfruttamento nel sistema globalizzato e digitalizzato. "A più di un secolo di distanza, e nonostante la conquista di alcuni fondamentali diritti sociali, troppe “vittime del lavoro” sono ancora drammaticamente strette negli ingranaggi della macchina sfruttatrice", osserva Antonia Nessi, sottolineando la continuità inquieta tra passato e presente.
Accanto alla mostra, il museo propone un approfondimento dedicato al traforo del San Gottardo, con materiali storici, testimonianze e opere provenienti da archivi e istituzioni pubbliche e private. Il percorso include anche una selezione di fotografie storiche della ferrovia del Gottardo, tra cui le celebri Photographische Ansichten der Gotthardbahn di Adolphe Braun (ca. 1881-82), che arricchiscono la riflessione sul lavoro e sulle infrastrutture come segni materiali della modernità.
La mostra è accompagnata da una pubblicazione curata da Antonia Nessi, con testi dell’artista Mohamed El Khatib e della curatrice, disponibili in Italiano, Francese e Inglese. Un programma di attività di mediazione, visite guidate e incontri pubblici transdisciplinari completa il progetto, aprendo ulteriori spazi di confronto tra arte, storia e società contemporanea.
Per Maggiori Informazioni: www.museo-vela.ch
![]() |
![]() |
![]() |



