martedì 3 marzo 2026

#MFW: Martino Midali A/I 2026-27

Nel giardino storico di Palazzo Bovara, nel cuore di Milano, la nuova Collezione A/I 2026-27 di Martino Midali ha scelto di iniziare con un gesto inatteso: una panchina rossa all’ingresso, non come elemento scenografico ma come invito a fermarsi. Un segno silenzioso che ha trasformato la passerella in uno spazio di ascolto e memoria, anticipando il tema della Collezione, I N S O S P E N S I O N E





La sfilata, realizzata in collaborazione con Stati Generali delle Donne, ha posto al centro il tema della violenza di genere e della responsabilità collettiva. I dati restano drammatici: oltre cento donne uccise ogni anno in Italia, nella maggior parte dei casi in ambito familiare, e milioni di vittime di violenza nel corso della vita. In questo contesto, la moda ha scelto di non limitarsi all’estetica, ma di diventare testimonianza.

La Collezione si sviluppa come un inverno da abitare, fatto di silhouette verticali e morbide che accompagnano il corpo senza costringerlo. Cappotti in lana con colli ampi e chiusure decentrate, gessati soft, jacquard geometrici e gonne diritte costruiscono un linguaggio sartoriale essenziale e fluido. La materia diventa protagonista: lane mélange, superfici spigate, maglierie compatte e tessuti tecnici opachi si muovono in una palette di naturali luminosi, grigi minerali, nero e blu notturno.

Il risultato è un’eleganza discreta, urbana, che non impone ma accoglie. L’abito diventa spazio abitabile, gesto quotidiano di consapevolezza. Accanto alle modelle professioniste hanno sfilato donne provenienti da ambiti diversi, testimoni di esperienze e percorsi personali: Ludmilla Voronkina Bozzetti, Ida Di Filippo, Lorella Flego, Martina Pascutti, Paola Ran e Chiara Tagliaferri. Non simboli, ma presenze reali che hanno portato in passerella storie di lavoro, maternità, cultura e creatività.

La scelta di Midali non è stata solo stilistica. In un tempo dominato dalla velocità e dall’immagine, la Collezione propone una pausa consapevole, un invito a rallentare per ascoltare. La moda smette di affermare e diventa luogo di relazione, riflessione, cura.

In Sospensione” non è immobilità, ma equilibrio tra interno ed esterno, tra forma e materia. Una dichiarazione che attraversa la città e la sua memoria, ricordando che anche la bellezza può essere responsabilità. In passerella, il tempo si è dilatato e l’eleganza ha scelto di restare.

Per Maggiori Informazioni: www.martinomidali.com