martedì 3 marzo 2026

#MFW: Alberto Zambelli A/I 2026-27

Per la stagione A/I 2026-27, Zambelli firma una Collezione che è insieme esercizio di rigore e abbandono sensoriale, confermando la cifra del suo “minimalismo massimalista”: una tensione costante tra essenzialità formale e densità percettiva. Il Designer costruisce un percorso che supera la dimensione puramente visiva dell’abito per approdare a una fusione delle percezioni, dove ogni stimolo ne richiama un altro in un dialogo multisensoriale.









La Collezione nasce da una condizione sensoriale immersiva, quasi sinestetica. I suoni si traducono in forme, i profumi diventano colori, mentre luci e ombre si trasformano in trame e superfici tessili. È un’esperienza che coinvolge un senso e ne attiva automaticamente un altro, in un continuo rimando che rende ogni capo parte di un racconto più ampio. Suggestioni atemporali prendono corpo in una dimensione auratica dell’“hic et nunc”: luoghi e parole si fanno gesto, attitudine, movimento. Le silhouette si sviluppano come teorie di figure nello spazio, dove panneggio e struttura dialogano in equilibrio.

La geometria è il principio ordinatore dell’intera Collezione. Un tracciato costruttivo, un reticolo fluido che spesso cela un’anima più rigida, sostiene le forme. È una geometria nella geometria, dove le proporzioni sono scandite da prospettive e simmetrie successive, come riflessi che si moltiplicano all’infinito in uno specchio. Le aperture, reali o suggerite, ricordano porte che conducono ad altre stanze, tagli di finestre attraversati dalla luce. Proprio la luce -viva, piana, assorta - diventa elemento strutturale, inondando gli spazi interni e fissandoli in istanti di intensa densità quasi mistica.

La palette si muove su toni neutri e meditativi: lievito, malva, grigi carmici si dispongono in spaziature rigorose che trasformano gli abiti in oggetti contemplativi. I colori sono attutiti, stemperati, ma improvvisi bagliori di ocra e fucsia irrompono a ravvivare le tessiture cromatiche, introducendo accenti di energia controllata.

Sul piano materico, la sperimentazione è centrale. La seta iromuji, ovattata e avvolgente, disegna volumi rotondi e protettivi. Lini arcaici vengono decostruiti in tuniche di ascendenza samurai, mentre il panno tagliato al vivo prende forma in cappotti oversize, macro cappe e pantaloni balloon. L’estetica minimalista delle grisaglie maschili si espande fino a massimalizzarsi in gobelin decorativi, in un gioco di contrasti che amplifica la tensione tra sobrietà e opulenza.

La nappa pink-mauve e lo shearling caramello esaltano una sensualità primitiva, mai ostentata ma profondamente tattile. Lane e cashmere avvolgenti, declinati in capi destrutturati, dialogano con sete di naturale fluidità, liberando le linee come in una danza silenziosa.

Con la Collezione A/I 2026-27, Zambelli non propone soltanto una Collezione, ma un’esperienza percettiva complessa: un invito a indossare lo spazio, la luce e il tempo, in un equilibrio sottile tra costruzione e abbandono.

Per Maggiori Informazioni: www.albertozambelli.com