Per l’A/I 2026-27, Maximilian Davis prosegue la sua esplorazione degli Anni' 20, il decennio che ha visto nascere la maison Salvatore Ferragamo. Un ritorno alle origini che non si traduce in semplice citazione d’archivio, ma in una rilettura personale e stratificata, filtrata attraverso l’estetica distintiva del direttore creativo.
Al centro della narrazione rimane l’immaginario dello speakeasy: luogo clandestino e magnetico, spazio di emancipazione in cui le convenzioni sociali si allentano e le identità si ridefiniscono. È qui che si incontrano i personaggi evocati dalla Collezione, figure che attraversano la notte fondendo mondi apparentemente distanti lavoro e festa, disciplina e libertà, rigore e seduzione.
Tra i riferimenti più significativi emerge l’abbigliamento dei marinai, simbolo di migrazione e speranza. Un omaggio che Davis lega alla biografia del fondatore e alla propria storia familiare. Se Salvatore Ferragamo lasciò l’Italia per l’America, per poi fare ritorno in patria, la famiglia del Designer si trasferì da Trinidad e Giamaica a Manchester. "Tutti hanno attraversato l’oceano per scoprire nuovi inizi", sottolinea Davis, trasformando l’uniforme nautica in una metafora universale di trasformazione.
Le divise vengono così sovvertite: forme decostruite, bottoni disallineati, lacci lasciati aperti. Il guardaroba si ricompone attraverso lavorazioni inaspettate: maglieria nautica agugliata con chiffon per ridefinire i volumi; parka da lavoro in nappa texturizzata con cappucci in shearling. L’utilitarismo incontra la raffinatezza, mentre gli abiti da sera richiamano l’eleganza fluida degli Anni' 20: slip dress in velluto lamé metallizzato, jacquard floreali, drappeggi scenografici che evolvono il concetto di ruche, capispalla avvolgenti dalle suggestioni Haute Couture. Come nello speakeasy, i codici si mescolano.
L’influenza delle arti visive del periodo - dai dinamismi di azzurri quasi cubisti alle tonalità seppiate della fotografia surrealista - si riflette in una palette che sembra attraversata dal tempo. Cotoni organici e nylon riciclati sono tinti in capo; le pelli trapuntate vengono verniciate ad aerografo. "È un tentativo di immaginare qualcosa del passato - spiega Davis - All’epoca sarebbe stato vibrante, ma oggi lo osserviamo attraverso la patina della storia". A punteggiare l’insieme, dettagli Gancini in metallo lucido, segno distintivo che sigilla l’incontro tra passato e presente.
Nelle calzature femminili debutta una décolleté a punta sfilata accanto a una sling-back con scollo profondo ispirato a un modello d’archivio del 1954. I contrasti cromatici evocano le uniformi nautiche, mentre applicazioni gioiello ne esaltano la dimensione serale. La storica “suola a conchiglia”, tecnica sviluppata da Salvatore Ferragamo negli Anni' 50 con la suola che si espande intorno al piede, ispira invece le linee curvilinee di un sandalo con tacco ibrido a zeppa.
Tra gli accessori spicca una nuova borsa grafica, sottile ed essenziale, chiusa da una placca Gancini e proposta in tre dimensioni. La Hug Bag nella forma East-West si arricchisce di nuove cromie, mentre al maschile la tracolla con tasche funzionali dialoga con una Pouch Hug in vitello intrecciato.
Per Maggiori Informazioni: www.ferragamo.com
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