Ermanno Scervino presenta una visione della moda che gioca sul contrasto e sull’armonia, sulla fusione tra forza e delicatezza, tra rigore e leggerezza. Nelle nuove Collezioni, due grammatiche convivono: la solidità dei tagli ispirati all’abbigliamento da campo - il verde loden dei cappotti militari, le chiusure precise, i volumi strutturati - e la grazia eterea delle sottovesti, nei toni rosa e tabacco, tra trasparenze e pizzi.
È la stessa donna, osservata da prospettive differenti. Indossa un car-coat scolpito come un’opera sartoriale, ma sotto si nasconde un mondo più intimo e meno decifrabile: boxer da uomo in organza trasparente, pashmine leggere che modellano la giacca come una camicia, denim reinterpretato con la precisione dei soprabiti e interno di seta e pizzo.
Una terza voce si aggiunge, più discreta: quella di un’eleganza antica, fatta di gesti lenti e ricordi tangibili. Visone tessile ai polsi di peacoat in astrakan, chiffon rosa corallo bordato di pizzo paglierino, abiti da sera che custodiscono l’eco di un bouquet passato.
Come un alchimista, Scervino lavora sui materiali: le pellicce diventano intarsi sospesi, il double si trasforma in piuma, i capi-spalla costruiti risultano leggeri come nuvole. I volumi oscillano tra contenimento deciso e leggerezza che sfugge, come stati d’animo indefinibili. Due mondi abitano lo stesso tessuto: una superficie che resiste e allo stesso tempo si lascia attraversare.
Il rigore non viene abbandonato, ma sorpreso. I riding-coats e le mantelle costruiscono volumi controllati, finché organza e macramè dorato punteggiato di cristalli cominciano a fuggire dagli spacchi. Le gonne, gonfiate da centinaia di nervature, si aprono in un’ampiezza improvvisa, come nel movimento imprevedibile di un ballo evocato dalla canzone Sacumdì Sacumdà di Mina, che apre la sfilata.
Anche accessori e calzature seguono questa dualità: la borsa Amanda e la pochette Fiocco si vestono di cocco stampato tabacco e verde loden, pitone bicolore, astrakan nero o glitter, mentre mocassini, mule e texani si trasformano in silhouette insolite, dove il rigore cede il passo a una libertà inattesa. Perfino la borsa a rete, portata a braccio come chi passeggia tra luoghi familiari, racconta storie di spostamenti quotidiani e gesti inconsueti.
Con questa Collezione A/I 2026-27, Scervino non celebra semplicemente l’uniforme: la abita dall’interno, la trasforma, la sovverte con la stessa cura dell’alta moda, facendo convivere forza e delicatezza, struttura e improvvisazione. La donna Scervino emerge così come una figura complessa, elegante e sorprendente, in grado di occupare lo spazio e di dissolversi nello stesso momento.
Per Maggiori Informazioni: www.ermannoscervino.com
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