mercoledì 11 marzo 2026

#MFW: Ara Lumiere A/I 2026-27

Per la stagione A/I 2026-27, Ara Lumiere presenta Wounds of Gold, una Collezione che supera la dimensione estetica per affermarsi come dichiarazione culturale e politica. Il Brand di moda sostenibile fondato da Kulsum Shadab Wahab indaga il potere trasformativo dell’abito, restituendo al corpo il suo valore simbolico, identitario ed estetico.










Filantropa e Executive Director della Hothur Foundation, Kulsum Shadab Wahab sostiene da anni le donne sopravvissute alla violenza di genere, con particolare attenzione alle vittime di attacchi con l’acido. Il suo impegno è stato riconosciuto lo scorso novembre con la nomina a Women Empowerment Ambassador per Camera Nazionale della Moda Italiana, un ruolo che consolida il dialogo tra attivismo e sistema moda.

Alla base di Ara Lumiere c’è un modello produttivo radicale e coerente: l’Atelier impiega esclusivamente donne sopravvissute ad attacchi con acido, coinvolgendole in ogni fase del processo creativo. Non si tratta di un gesto simbolico, ma di una scelta strutturale che intreccia artigianalità, formazione e indipendenza economica. La Collezione nasce da questa esperienza concreta, trasformando la memoria in linguaggio visivo.

In Wounds of Gold le cicatrici non vengono celate, ma diventano architettura del capo. Linee irregolari, interruzioni materiche e contrasti tattili traducono in forma il concetto di resilienza. Le superfici raccontano fratture e ricomposizioni, evocando una bellezza che non coincide con la perfezione, ma con la consapevolezza.

La Collezione attinge alla forza espressiva dei tessuti indiani, trattati come materiali vivi, plasmati dal tempo e dall’intervento umano. Le tradizioni della tessitura vengono reinterpretate attraverso una sartorialità contemporanea: ricami in zari e broccati sono manipolati per suggerire abrasioni e superfici metalliche usurate, creando texture segnate ma risolute. È un dialogo tra radici e futuro, tra memoria e reinvenzione.

La palette cromatica è intensa e narrativa. L’oro emerge come simbolo centrale: non semplice ornamento, ma emblema di dignità e valore riconquistato. L’argento introduce tensione e modernità, l’avorio allude alla rinascita, mentre il nero ancora la collezione alla realtà del trauma, senza permettere che ne definisca l’identità. I colori tracciano così un percorso che va dall’ombra alla luce, dalla frattura alla ricomposizione.

Le silhouette sono strutturate, quasi architettoniche, ma mantengono una dimensione intima. Giacche e blazer si configurano come corazze contemporanee: protettive ma eleganti, rigorose ma sensibili. Le proporzioni leggermente alterate e le linee volutamente irregolari riflettono corpi modellati dall’esperienza, non da un ideale astratto di perfezione.

A sostenere il progetto sul piano strategico e comunicativo è Silvia Negri con il team di Negri Firman PR & Communications, realtà da sempre orientata a una visione di giustizia sociale e comunicazione responsabile. L’agenzia affianca quotidianamente il Brand e la sua fondatrice, curandone le attività di comunicazione e talent management con un approccio valoriale e coerente.

Con Wounds of Gold, Ara Lumiere ribadisce che la moda può essere spazio di riscrittura e strumento di emancipazione. Non solo abiti, ma narrazioni cucite addosso a storie di resistenza, dove l’oro non copre le ferite: le illumina.

Per Maggiori Informazioni: www.aralumiere.com