sabato 31 gennaio 2026

Oriental Fashion Show: La cultura della moda spiega le sue ali a Parigi

Parigi torna a essere crocevia di culture e creatività grazie a Oriental Fashion Show, che ha fatto il suo ritorno nella capitale Francese in concomitanza con la Haute Couture Week. Sotto la direzione artistica di Hind Joudar, la manifestazione ha presentato le Collezioni Couture P/E 2026 di Designer Internazionali, confermandosi una piattaforma privilegiata di dialogo tra artigianato, identità culturali e sperimentazione contemporanea. 









Il calendario dell’evento ha attraversato due Location simbolo dell’eleganza e della cultura parigina. Nelle sale storiche dell’Hôtel de Crillon, hanno sfilato creazioni che hanno celebrato la ricchezza del savoir-faire orientale. Yoland, dal Sultanato dell’Oman, ha presentato una haute couture caratterizzata da ricami minuziosi, lavorazioni manuali di alta qualità e una palette cromatica intensa e audace. Da Dubai, Reesha Design by Shahad Al Sharood ha portato in passerella una couture dal linguaggio giocoso e contemporaneo, resa iconica dall’uso scenografico delle piume e da un’estetica volutamente teatrale.

Il testimone è passato al Musée Guimet, cornice ideale per una riflessione più ampia sul dialogo tra moda, arte e patrimonio culturale. Manal Ajaj (Dubai) ha colpito per abiti scultorei dalle forme architettoniche e dal forte impatto visivo, mentre Reem Raddad (Giordania) ha proposto creazioni eleganti capaci di fondere con equilibrio estetiche orientali e occidentali.

La serata ha visto anche il contributo di Bernard Jabbour (Libano), con abiti da sera e da cerimonia dal taglio impeccabile e senza tempo, e di Hany El Behairy (Egitto), che ha reinterpretato la Bridal Couture in chiave innovativa, ridefinendo i codici tradizionali del settore. Il mondo sposa è stato ulteriormente esplorato da Adiba (Kuwait), con collezioni ispirate a un’eleganza nostalgica e sofisticata, e da Hiroshi Goto (Giappone/Brasile), che ha proposto una visione sperimentale capace di rompere le convenzioni del Bridal classico.

A completare il panorama Internazionale, Miss Kamilla (Uzbekistan) ha arricchito la sartoria bridal con richiami alla tradizione del suo Paese, mentre Golli (Turkmenistan) ha puntato su linee essenziali e sartoriali pensate per un’eleganza quotidiana. Anara Zakirli (Azerbaigian) ha esplorato il potere espressivo del colore attraverso un’estetica monocromatica rigorosa, e la collaborazione speciale tra Gowher Gouvernet (Turkmenistan) e Claude Patrick (Francia) ha dato vita a una sintesi culturale intensa, in cui Heritage e sperimentazione si fondono in modo armonico.

Con questa edizione, Oriental Fashion Show ribadisce il suo ruolo di ponte tra mondi creativi diversi, affermandosi come una delle piattaforme internazionali di riferimento per la valorizzazione dei talenti emergenti e affermati. Un progetto che racconta la moda non solo come espressione estetica, ma come linguaggio universale di dialogo, connessione e identità culturale.

Per Maggiori Informazioni: www.orientalfashionshow.com