Il nuovo anno si apre con una novità di rilievo per il litorale Adriatico e per ALTO Rooftop: lo Chef Leonardo D’Ingeo assume la guida della cucina del ristorante gastronomico e del tapas bar, segnando un passaggio chiave nel percorso evolutivo del progetto.
ALTO Rooftop si conferma così come uno spazio esperienziale contemporaneo, in cui ristorazione, mixology, hospitality e design convivono in un unico contenitore. L’ambizione è quella di intercettare una clientela cosmopolita attraverso un’offerta lontana dal fine dining tradizionale e “teatrale”, privilegiando invece un ambiente eclettico dove cucina, cocktail bar, piscina, musica e componente estetica dialogano simultaneamente. In questo contesto, il ruolo dello chef si estende oltre la cucina: interpretare il luogo, valorizzare il lavoro degli altri protagonisti e contribuire a un’esperienza sensoriale totale.
Centrale sarà il dialogo con il bar, guidato da Niccolò Amadori, per dare vita a una narrazione condivisa in cui piatti e Drink si incontrano, si contaminano e si rafforzano a vicenda, trasformando ALTO in un luogo di convivialità e sperimentazione continua.
Le origini di Leonardo D’Ingeo affondano nel Sud e si traducono in una cucina dalla rotondità marcata e dal gusto pieno. Il suo approdo ad ALTO rappresenta la volontà di costruire un ponte ideale tra la memoria gustativa delle proprie radici e l’Adriatico che oggi lo circonda. La cucina del ristorante viene immaginata come un “parco giochi controllato”: fermentazioni spinte, ossidazioni, acidità e concentrazioni decise, sempre guidate da una forte consapevolezza del risultato finale e dalla sostenibilità del modello.
"In questo nuovo capitolo avevo bisogno di tornare a spingere, di respirare aria fresca e misurarmi con un contesto più grande - racconta D’Ingeo - In Claudio Amadori ho riconosciuto un imprenditore con visione e grande esperienza nell’alta ristorazione, capace di garantirmi libertà creativa all’interno di un progetto strutturato. Nell’incontro tra la sua visione e la mia fame di crescita vedo il terreno ideale per far evolvere la mia cucina e trasformare questo spazio in un laboratorio permanente di contaminazione tra bar e cucina".
Figlio e nipote di casari, Leonardo D’Ingeo cresce in un ambiente in cui il prodotto, la trasformazione del latte e la manualità artigiana fanno parte della quotidianità, sviluppando fin da giovanissimo un rapporto istintivo con gusto e qualità. A quindici anni, mentre frequenta l’istituto alberghiero, inizia a lavorare e viaggiare: dalle prime esperienze sul lago di Garda e a Cervia, tra stagioni alberghiere e cucine tradizionali, passa poi in Puglia - tra Trani, Corato e Bari - dove, accanto ad Antonio Bufi, matura una prima consapevolezza autoriale.
Seguono le esperienze Internazionali, da Robuchon a Parigi ai quattro anni da Carico, tappa decisiva che ne rappresenta il vero trampolino: qui sperimenta una cucina libera, internazionale e contaminata, affinando un ritmo creativo quotidiano che lo spinge a confrontarsi con tecniche e linguaggi diversi. Più che di “maestri”, D’Ingeo ama parlare di esperienze e contaminazioni, scegliendo brigate e luoghi capaci di arricchirlo umanamente e professionalmente.
Dopo Carico approda in Salento, a Masseria Francescani, dove cura l’intero progetto food e consolida una cucina profondamente legata alla Puglia, attraversata però da tecniche apprese in Francia, Giappone e Danimarca, con un forte focus su fermentazioni, vegetale, brace e cotture ancestrali attorno a un simbolico “fuoco madre”.
Alla base del progetto ALTO c’è la visione imprenditoriale di Claudio Amadori, che dal 1995 con Le Giare ha costruito un percorso fondato su estetica, rigore gestionale e capacità di individuare talenti emergenti. Nel corso degli anni ha dato spazio a cuochi che avrebbero poi segnato la nuova cucina Italiana, da Pier Giorgio Parini a Vincenzo Giardina, fino a Gianluca Gorini, con cui ha avviato un percorso di ricerca su amaro e acidità.
Oste-imprenditore presente e attento, Amadori unisce il contatto diretto con gli ospiti a una visione lucida su numeri, investimenti e posizionamento. Con l’arrivo di Leonardo D’Ingeo, ALTO Rooftop rafforza la propria identità come luogo di ricerca, contaminazione e dialogo, pronto a inaugurare una nuova fase del suo racconto gastronomico.
Per Maggiori Informazioni: www.altorooftop.com

