giovedì 7 febbraio 2019

Palazzo Sarcinelli: Al via la stagione espositiva con la mostra “I Ciardi. Paesaggi e giardini”

Dal 16 Febbraio al 23 Giugno 2019 Palazzo Sarcinelli di Conegliano inaugura la stagione espositiva con la mostra “I Ciardi. Paesaggi e giardini” promossa dal Comune di Conegliano e da Civita Tre Venezie, il secondo appuntamento del ciclo dedicato al paesaggio nella pittura Veneta tra ‘800 e ‘900, inaugurato nel 2018 con la retrospettiva “Teodoro Wolf Ferrari. La modernità del paesaggio”. Curata da Giandomenico Romanelli con Franca Lugato e Stefano Zampieri, l’esposizione è dedicata a una delle più affermate “famiglie” di artisti Veneti di quel periodo: i Ciardi.

In una fase di grandi cambiamenti della pittura, sempre più orientata verso lo studio dal vero o en plein air della realtà, Guglielmo (Venezia, 1842-1917) e i figli Beppe (Venezia, 1875-Quinto di Treviso, 1932) ed Emma (Venezia, 1879-1933) assumono un ruolo di protagonisti assoluti della scena artistica Veneziana, Italiana ed Internazionale, partecipando alle Biennali di Venezia e ai più importanti appuntamenti espositivi Nazionali, avendo anche una buona visibilità all’estero.


La mostra è composta da 60 opere che rappresentan la natura e il paesaggio Veneto. I prestiti provengono da alcune istituzioni pubbliche come l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, Casa Cavazzini Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine e la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro di Venezia, con un nucleo significativo di dipinti finora conservati nei depositi ed esposti al pubblico dopo circa vent’anni, oltre che da collezioni private.

Ci si immerge nella mostra con il focus sugli esordi di Guglielmo ancora influenzato dalla tradizione paesaggistica ottocentesca come si può vedere dal precocissimo e inedito dipinto del 1859 Paesaggio fluviale, per proseguire con gli anni trascorsi all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Domenico Bresolin (Padova, 1813 - Venezia, 1899) e l’importanza che assumerà il paesaggio dell’entroterra veneto nella sua ricerca artistica. Atmosfere campestri e “acquitrini” lungo il Sile ma altresì paesaggi pedemontani e dolomitici costituiscono filoni originali e per certi versi trascurati della produzione dell’autore. I prolungati soggiorni attorno a Quinto di Treviso, Fonzaso, Asiago, San Martino di Castrozza gli avevano consentito d’instaurare un dialogo intimo con le caratteristiche specifiche di questi luoghi dell’infanzia e della memoria, permettendogli di ritrarli con rara profondità e continuità.

Si prosegue con la seconda sezione dedicata al lavoro di Emma, instancabile pittrice e viaggiatrice apprezzata a livello internazionale, cultrice della tradizione del vedutismo Veneziano, capace di rielaborare le esperienze macchiaiole, impressioniste e tardo impressioniste con un’originale chiave espressiva. Si chiede con l' opera di Beppe, presentata sotto una luce nuova che vuole mettere in evidenza la modernità e gli accenti simbolisti dell’autore, il quale, pur nella fedeltà alla poetica paterna, introduce elementi più tipicamente novecenteschi fino a dar spazio a una visione personale del paesaggio. Nonostante le evidenti analogie con la produzione di Guglielmo, opportunamente segnalate in mostra, è evidente l’attrazione verso il simbolismo nordico e la fascinazione per l’opera di Böcklin. Nella sua pittura si afferma via via, oltre a una presenza pacata di animali e pastori, la centralità della figura umana che, grazie alla lezione di Ettore Tito, talora si emancipa fino a prevalere sul paesaggio.

Per Maggiori Informazioni: www.mostraciardi.it


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