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martedì 6 ottobre 2026

#MFW: Max Mara P/E 2027

“Di tutte le meraviglie del mondo, l’orizzonte è certamente la più grande”. La frase di Freya Stark, esploratrice e scrittrice Britannica, diventa la chiave di lettura della nuova Collezione P/E 2027 di Max Mara, che guarda alle donne audaci e cosmopolite degli Anni' 30 per raccontare una femminilità contemporanea fatta di indipendenza, curiosità e movimento.









Sono le grandi pioniere del Novecento a ispirare il guardaroba: dall’esploratrice Freya Stark alla fotografa naturalista Osa Johnson, dalla pilota Eva Dickson alle aviatrici Amelia Earhart e Beryl Markham. Donne che hanno attraversato territori sconosciuti e, insieme, i confini sociali del loro tempo, trasformando il viaggio in una metafora di libertà e autodeterminazione.

È proprio dai loro bauli, dagli accessori da viaggio e dall’abbigliamento concepito per affrontare itinerari e condizioni diverse che Max Mara sviluppa un nuovo universo estetico. L’esplorazione, però, non è più soltanto geografica: la destinazione è la quotidianità della donna contemporanea, chiamata ogni giorno a muoversi tra impegni, responsabilità, incontri e nuovi traguardi.

La Collezione nasce dall’incontro tra due mondi apparentemente lontani: la funzionalità dell’abbigliamento da avventura e la raffinatezza dell’eleganza da salotto. Il risultato è una silhouette costruita sul contrasto, dove materiali e volumi pratici convivono con linee fluide e sensuali. Tra i protagonisti torna la giacca da safari, reinterpretata in chiave più sofisticata. Drappeggiata e annodata sul fianco oppure allungata fino a trasformarsi in uno spolverino fluido, l’iconico capo da esplorazione abbandona la dimensione puramente funzionale per diventare elemento di Glamour urbano.

A bilanciarne il carattere utilitario sono camiknickers rivisitati con shorts, gonne morbide e sinuose e maglie slinky, che introducono una componente più eterea e femminile. L’idea di esplorazione si trasferisce anche nella sartorialità. I codici classici vengono riletti attraverso dettagli funzionali e accessori che trasformano il guardaroba in uno strumento dinamico, pensato per accompagnare la donna nelle diverse situazioni della giornata.

Il gilet cargo viene indossato con disinvoltura sopra una giacca sartoriale realizzata nello stesso tessuto, portando la funzionalità all’interno del tailoring. L’estetica aviator emerge invece nelle giacche essenziali, arricchite da cinghie in pelle e D-ring, dettagli che evocano il mondo dell’aviazione e delle grandi traversate.

Anche gli accessori seguono la stessa logica. La borsa Max Mara è progettata per trasformarsi con facilità, passando dalla tracolla alla clutch fino allo zaino. Un oggetto versatile, dunque, che riflette una delle esigenze centrali del guardaroba contemporaneo: adattarsi al ritmo della giornata senza rinunciare all’eleganza. Completano la proposta le tute in organza di ispirazione utilitarian e un trench dalle proporzioni ampie, definito in vita da una cintura portata bassa. Ne emerge un’idea di eleganza rilassata, costruita sulla possibilità di muoversi liberamente e di interpretare ogni capo secondo le proprie esigenze.

Il viaggio evocato dalla Collezione non ha necessariamente bisogno di una destinazione esotica. Le vere prove, suggerisce Max Mara, si affrontano nella vita di tutti i giorni: nel tragitto tra casa e scuola, nel traffico dell’ora di punta, nel passaggio da una riunione a un appuntamento serale. Il romanticismo di una spedizione in canoa e l’immaginario delle grandi esploratrici convivono così con la concretezza della quotidianità metropolitana. Ogni capo traduce quell’idea di avventura in forme pensate per il presente, attraverso un equilibrio tra rigore progettuale, praticità e femminilità.

La donna Max Mara diventa così una moderna esploratrice: non necessariamente alle prese con territori sconosciuti, ma con una realtà in continuo cambiamento. Una donna che attraversa la città come un tempo le pioniere attraversavano continenti e oceani, con lo stesso spirito di determinazione e la capacità di trasformare ogni giornata in una nuova rotta.

Perché, in fondo, l’orizzonte non è soltanto ciò che si trova alla fine di un viaggio. È la promessa di tutto ciò che ancora deve essere scoperto.

Per Maggiori Informazioni: www.maxmara.it