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giovedì 1 ottobre 2026

#MFW: Diesel P/E 2027

Da Diesel la festa viene prima di tutto. È il punto di partenza e, allo stesso tempo, il filo conduttore dell’ultima collezione firmata da Glenn Martens, direttore creativo che con questa sfilata conclude il proprio percorso alla guida del marchio. Un’energia continua, quasi fisica, alimentata dal desiderio e dalla voglia di spingersi oltre i codici convenzionali della moda.









"Da Diesel la festa viene sempre prima di tutto. È inclusività, espressione di sé, piacere e democrazia dell’esperienza - racconta Martens - La collezione è l’essenza di Diesel: disruptive, sexy, fluida, divertente. Siamo tutti parte della stessa cosa: facciamo un ultimo giro insieme".

La sfilata si svolge all’interno di un club costruito appositamente per l’occasione. Ma la passerella non è l’unico palcoscenico. Durante lo show, circa 200 performer del collettivo artistico Marsigliese (LA)HORDE si muovono tra il pubblico, trasformando gli ospiti in parte integrante dello spettacolo. Le loro azioni, studiate secondo regole precise ma apparentemente imprevedibili, oscillano tra sensualità, inquietudine e sorpresa. L’Happening cresce progressivamente di intensità, fino a un climax finale accompagnato da una colonna sonora che include una reinterpretazione di Love to Love You Baby di Donna Summer. La festa diventa così una vera esperienza collettiva, dove moda, performance e musica finiscono per confondersi.

Anche la Collezione nasce dalla stessa idea di libertà. Il Daywear viene scomposto e ricomposto, sovrapponendo materiali e funzioni differenti: una giacca in pelle cerata sopra un blazer con impunture, un maglione a coste che incorpora il colletto di una tuta e i polsini di una camicia. I capi ibridi diventano una delle cifre principali della Collezione. Ricami e cut-out introducono un altro elemento ricorrente: l’orchidea, che appare come un motivo grafico e decorativo, ma anche come una forma da ritrovare nelle aperture dei capi e nei dettagli sartoriali. La sperimentazione arriva fino al Pantasock, proposto in pelle e Denim.

Le proporzioni vengono continuamente alterate. Le gonne, apparentemente caste sul davanti, si accorciano drasticamente sul retro. T-Shirt, felpe e abiti in jersey vengono ridotti all’essenziale e attraversati da tagli che sembrano lasciare i capi sospesi sul corpo. Il trompe-l’œil diventa uno degli strumenti più importanti di questa grammatica visiva. Il denim, sottoposto a coating e trattamenti laser, assume l’aspetto della pelle, mentre stampe illusionistiche trasformano camicie leggere in pesanti cappotti di tweed o giacche Invernali. Un effetto già sperimentato da Martens nella sua prima sfilata Diesel ritorna ora come elemento di continuità.

Anche ciò che sembra un micro-short in denim può rivelarsi un’illusione: la stampa viene applicata in maniera volutamente irregolare sul jersey, confondendo la percezione del materiale e della silhouette. Il corpo rimane al centro della Collezione. I cut-out fanno emergere la pelle, mentre ricami e aperture ispirati ai petali dell’orchidea sembrano intagliati direttamente nei maglioni jacquard. Lo stesso motivo compare su pantaloni slim e gonne sartoriali, contribuendo a creare una vita volutamente esasperata e quasi impossibile.

La sensualità attraversa anche gli abiti trasparenti a fiori, le sottovesti, la lingerie e i completi sartoriali. Per la prima volta, la Lingerie entra in passerella con strutture corsettate e ricami di orchidee, accentuando il rapporto tra moda e desiderio. I capi sembrano spesso il risultato di una vestizione frettolosa dopo una notte troppo lunga: camicie e completi appaiono aggrovigliati sul corpo, gli abiti sono distorti, tagliati e ricomposti in modo volutamente irregolare. È una celebrazione dell’imperfezione e dell’eccesso, dove l’ordine lascia spazio al caos.

Nonostante la sperimentazione, tutto torna al Denim, elemento identitario di Diesel. I jeans spaziano dai modelli bootcut, amplificati da inserti interni alla caviglia, alle silhouette dritte trattate al laser per ottenere un effetto pelle. Ci sono impunture a vista, spacchi alla caviglia pensati per essere indossati con tacchi a spillo e Denim accompagnati da una camicia annodata in vita. Fino ad arrivare ai micro-denim shorts, estremi e quasi provocatori, scelti per l’ultimo Look della sfilata.

A indossarlo è Ella Snyder, la stessa modella che aveva aperto la prima Collezione di Martens per Diesel. Un dettaglio che chiude idealmente un cerchio: l’ultimo Look richiama il primo e trasforma la fine del percorso in un ritorno al punto di partenza. Anche gli accessori partecipano al gioco di trasformazioni. La borsa D-ONE viene reinterpretata attraverso molteplici trattamenti, texture e tonalità, con manici trasformati in cinturini e arricchiti da diverse fibbie. Tra le novità compaiono anche charm ironici ispirati a oggetti quotidiani: un calzino diventa una pouch, mentre un giornale si trasforma in una clutch.

Arriva inoltre la nuova LOCK-D, dalla forma morbida e destrutturata, caratterizzata dalla chiusura con il motivo Double D, già apparso nella gioielleria Diesel. Lo stesso codice ritorna sulle calzature, declinato su décolleté, sabot con tacco, stivali elasticizzati e zoccoli. Per l’uomo, la Collezione esplora anche suggestioni Western, con zoccoli in denim e stivali con tacco.

A completare il Look sono la nuova versione mini dell’orologio D-Rush con maglia in metallo e le nuove tonalità tono su tono degli occhiali TRAN_D-SPARNT in acetato trasparente. Nella gioielleria, infine, l’orchidea diventa protagonista assoluta: orecchini e bracciali, catene e clip da indossare sul corpo riprendono la forma del fiore, trasformandolo nell’emblema visivo della collezione.

È ancora una volta una questione di desiderio. Non a caso, l’orchidea diventa anche il simbolo della nuova fragranza Diesel Only Desire. Un ultimo elemento di un universo in cui moda, corpo, festa e provocazione si incontrano. Con questa Collezione, Glenn Martens chiude il suo capitolo da Diesel tornando al punto da cui era partito: il Denim, la festa, la libertà di sperimentare. Un ultimo giro, appunto, prima che la musica si fermi.

Per Maggiori Informazioni: www.diesel.com