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mercoledì 7 ottobre 2026

#MFW: Designers of Central Asian P/E 2027

Un dialogo tra culture, generazioni e linguaggi estetici differenti ha animato la Milano Fashion Week P/E 2027. Nella Sala delle Colonne del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, sette designer hanno presentato le proprie collezioni in una sfilata collettiva dedicata a territori e sensibilità ancora poco rappresentati nel panorama Internazionale della moda.









Aida Kaumenova, Kamalini, ShakerBaY, REVE, SA_Marail, Puti Tenk e Aynaeva hanno portato in passerella visioni che spaziano dall’identità Kazaka alla contaminazione fra Asia ed Europa, fino alle diverse espressioni della Modest Fashion Contemporanea. Ad aprire l'evento è stata la musica del compositore Kazako contemporaneo Kuat Shildebaev, eseguita dal violoncellista e direttore d’orchestra Eldar Sapaar, anch’egli Kazako, con uno storico violoncello del 1685 realizzato dal liutaio Giovanni Tononi. Il suono di uno strumento antico ha così introdotto il pubblico in un percorso costruito sul rapporto fra memoria e contemporaneità, facendo da trait d’union tra il patrimonio culturale dell’Asia Centrale e la moda del presente.

La prima parte della sfilata ha dato spazio alla creatività Kazaka, oggi sostenuta da un sistema sempre più strutturato di Fashion Week, concorsi e piattaforme professionali che coinvolgono Astana e Almaty, rispettivamente capitale politica e centro culturale del Paese. Aida Kaumenova ha presentato una Collezione che rilegge in chiave contemporanea elementi dell'abbigliamento tradizionale Kazako. Abiti, copricapi, ricami e materiali preziosi vengono sottratti alla dimensione puramente folkloristica per entrare nella quotidianità attraverso silhouette raffinate e attuali.

La Collezione P/E 2027 racconta la figura di Aru Sultan, giovane donna della Grande Steppa che arriva in Europa portando con sé la propria cultura e costruendo un ponte ideale tra due mondi. Cotone, seta e jacquard, caratterizzato da un motivo originale creato per la collezione, dialogano con calzature in pelle e copricapi ispirati alla figura di Umal, antica divinità femminile della tradizione Turca. Fondata dalla Designer Aida Kaumenova quasi vent'anni fa, la maison conta oggi oltre 60 professionisti e una clientela internazionale di più di 100.000 persone. La sua ricerca si concentra sulla possibilità di trasformare il patrimonio culturale del Kazakistan in un codice estetico contemporaneo e riconoscibile anche fuori dai confini nazionali.

Ad Astana nasce invece Kamalini, progetto fondato da Saule insieme alla figlia Kamila, formatasi come Designer in Inghilterra. La dimensione familiare è parte integrante dell'identità del Brand, che combina eleganza, atmosfera celebrativa e attenzione artigianale. La Collezione P/E 2027 alleggerisce questa vocazione festosa attraverso silhouette ariose e una selezione di tessuti italiani come broccato, jacquard, taffetà e seta. La cura dei dettagli diventa il principale strumento per esprimere una filosofia fondata su amore, passione e valori familiari. Kamalini ha già partecipato a diverse Fashion Week Internazionali, da Astana e Almaty a Tashkent e Parigi.

Con ShakerBaY, il rapporto con la tradizione assume invece una dimensione più concettuale. Fondato nel 2017 ad Almaty dalle Designer Meruert Shakerbayeva e Svetlana Sokhoreva, insieme alla Jewelry Designer Aida Dyusen, il Brand sviluppa un guardaroba femminile funzionale nel quale moda e accessori vengono pensati come un unico sistema. La Collezione P/E 2027, intitolata Layers of Her, utilizza la stratificazione come metafora della complessità dell'identità femminile. Ogni capo è concepito come parte di un sistema modulare, da combinare e ricomporre liberamente. Seta, chiffon e velluto incontrano così una ricerca sulla versatilità, trasformando la stratificazione dell'abbigliamento nomade in un principio contemporaneo di libertà e funzionalità.

La presenza dei tre Brand Kazaki alla Milano Fashion Week è stata realizzata con la collaborazione di Sayat Dosybayev, direttore generale della Kazakhstan Fashion Week, che ha sottolineato l'importanza della partecipazione delle Designer Kazake a Milano, considerata uno dei principali centri Internazionali della moda. A collegare idealmente la scena kazaka con una sensibilità europea è stato REVE, Brand fondato a San Pietroburgo da Alëna Reve. Cresciuta negli Urali, territorio di confine fra Asia ed Europa, la designer ha costruito una ricerca personale attraversata da influenze culturali differenti.

Il suo linguaggio spazia dallo Sport-Chic allo Smart Casual fino alla classicità, mantenendo come elemento distintivo un minimalismo deciso, caratterizzato da linee precise e proporzioni audaci. La Collezione P/E 2027, Sfera, sceglie il Denim Blu scuro come materiale protagonista. Le impunture bianco latte, realizzate attraverso un'esclusiva tecnica di intreccio tridimensionale, aggiungono profondità a un tessuto quotidiano per eccellenza. A completare il progetto, il motivo Valknut utilizzato come nastro decorativo e associato dalla Designer all'idea di un lampo di luce nell'oscurità. Il risultato è una rilettura del denim attraverso il linguaggio dello Streetwear contemporaneo, coerente con una ricerca che si muove costantemente tra codici asiatici ed europei.

La seconda parte della sfilata ha aperto una finestra sulla Modest Fashion Internazionale, un fenomeno che negli ultimi anni ha ampliato considerevolmente il proprio vocabolario estetico. Alla selezione dei brand ha collaborato Dilyara Sadrieva, analista internazionale del settore e cofondatrice di Modest Russia. La Modest Fashion, spiega, non è più riconducibile esclusivamente all'abbigliamento religioso, ma comprende oggi una pluralità di linguaggi che vanno dal Luxury al Prêt-à-Porter, dal Bridal allo Streetwear. È un'evoluzione che passa attraverso silhouette più coperte, ma anche attraverso lo studio di volumi, proporzioni, stratificazioni, movimento e sobrietà come elementi propriamente estetici.

SA_Marail, fondato nel 2020 da Sahila Agamalova, interpreta questa ricerca attraverso un forte legame con le proprie origini azere. Nata in Georgia e trasferitasi a Mosca, la Designer utilizza la moda per rielaborare lavorazioni artigianali e ricami della tradizione in un linguaggio contemporaneo. La Collezione P/E 2027, Al Nar, prende il nome dal melograno scarlatto, simbolo in Azerbaigian di vita, fertilità e amore. Abiti lunghi, mantelle, maniche ampie, cappe fluide e gonne stratificate costruiscono silhouette sobrie ma fortemente scenografiche. Il nero profondo è accostato al rosso scarlatto e ai ricami dorati ispirati a motivi tradizionali islamici, mentre chiffon, raso e velluto accentuano la componente orientale della collezione.

Dalla Repubblica di Inguscezia arriva Puti Tenk, fondato da Aishat Bogatyreva. Il Brand interpreta la modest fashion come una forma di espressione personale nella quale sobrietà, patrimonio culturale e contemporaneità possono convivere. La Collezione P/E 2027 lavora soprattutto sulle proporzioni e sui tagli architettonici, mantenendo al tempo stesso la libertà di movimento. Le ruches asimmetriche, elemento distintivo del marchio, introducono ritmo nelle silhouette, mentre gli inserti in pizzo aggiungono profondità alle superfici. Viscosa, chiffon e Tencel costruiscono una materia leggera, accompagnata da stampe originali che evocano la luminosità e l'aria della nuova stagione.

Chiude il percorso Aynaeva, maison familiare nata nel 2014 anch'essa nella Repubblica di Inguscezia. La storia del Brand prende avvio da un oggetto legato alla tradizione nuziale: un baule per il corredo della sposa realizzato dalla fondatrice Zalina Ainaeva per una parente. Il successo dell'oggetto porta alla sua produzione e, nel 2016, all'ingresso della Maison nel mondo della moda Bridal. La Collezione P/E 2027 comprende abiti da sposa e da sera nei quali tradizione e sperimentazione convivono. Motivi asimmetrici, tagli insoliti, pietre colorate e dettagli espressivi definiscono silhouette sofisticate, con l'obiettivo di valorizzare l'individualità di chi le indossa senza ricorrere all'ostentazione.

La sfilata Milanese è nata da un'idea di Nadja Kozhevnikova, Fashion Producer con 14 Anni di esperienza presso ELLE e fondatrice a Parigi dello Showroom B2B New Couture. Il progetto nasce dalla volontà di portare nel calendario Milanese linguaggi e tendenze ancora relativamente poco presenti sulla scena Internazionale. Più che una semplice fusione di stili, l'evento ha scelto di mettere in relazione identità differenti: la cultura nomade e la contemporaneità Kazaka, le influenze Europee e Asiatiche, le diverse interpretazioni della Modest Fashion.

In Italia il progetto ha visto la collaborazione di Tatiana Souchtcheva, professionista con oltre vent'anni di esperienza nella distribuzione di Brand Internazionali nei mercati dell'Europa dell'Est e dell'Asia Centrale. La Milano Fashion Week diventa così, almeno per una sera, un luogo di incontro fra geografie della moda ancora in fase di esplorazione Internazionale. Un percorso nel quale tradizione e innovazione non si presentano come opposti, ma come elementi capaci di dialogare e generare nuovi codici estetici.

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