La nuova Collezione A/I 2026-27 di Sergio Soldano nasce da un equilibrio preciso: guardare alla memoria senza trasformarla in nostalgia e recuperare l’identità della Maison senza limitarsi a replicarne il passato. È questo il principio che guida il nuovo capitolo del marchio Italiano affidato alla direzione creativa di Giovanni Premoli e Dario Di Bella.
Settantasette capi e ventisette accessori compongono una proposta che attraversa Heritage, arte e ricerca contemporanea, affidando a materiali preziosi, lavorazioni artigianali e stampe concepite a mano il compito di raccontare una nuova idea di femminilità. Il riferimento al Maestro Sergio Soldano rimane volutamente sottile: non una citazione letterale degli archivi, ma un linguaggio da reinterpretare e portare nel presente.
"Non era nostra intenzione citare direttamente il passato attraverso forme o silhouette concrete", spiega Giovanni Premoli. L’eredità del fondatore, secondo il direttore creativo, vive soprattutto nelle stampe, considerate il «cuore pulsante» della narrazione: è qui che la memoria si trasforma in visione e l’Heritage in un codice visivo contemporaneo. Il percorso della Collezione si apre con “L’Architettura del Nero, la Rivelazione dell’Anemone”. Il nero assume una dimensione strutturale e diventa il punto di partenza per un’eleganza più rigorosa, fatta di pelle, seta e lavorazioni artigianali.
Le silhouette sono costruite come architetture: volumi scolpiti, proporzioni nette e una sartorialità che non rinuncia alla sensualità. Al centro del racconto compare l’anemone, realizzato a mano petalo dopo petalo in pelle pregiata. Più che un ornamento, il fiore diventa un elemento identitario e un simbolo di rinascita. È un approccio che porta in primo piano il lavoro manuale e la qualità dei materiali, elementi attraverso i quali la Maison riafferma il proprio legame con la tradizione manifatturiera Italiana, reinterpretandola però attraverso forme contemporanee.
Se il primo capitolo è costruito intorno alla materia, il secondo si sposta sul territorio. “Genova, il Ritorno alle Origini” è un omaggio alla città natale di Sergio Soldano, presentata come il luogo in cui memoria personale, architettura e identità della Maison si incontrano. Genova entra nella Collezione attraverso le sue architetture: palazzi, prospettive monumentali e stratificazioni urbane vengono trasformati in motivi grafici stilizzati, soprattutto sulla seta. I volumi diventano più ampi e scultorei, mentre l'architettura della città si traduce in costruzione sartoriale.
È un riferimento che guarda anche alla storia dell’arte. La monumentalità dei palazzi genovesi, già celebrata nel' 600 dallo sguardo di Peter Paul Rubens, viene filtrata e ricomposta in una grammatica visiva nuova. Il risultato non è la semplice rappresentazione di una città, ma la sua trasformazione in materia creativa. Genova diventa così una sorta di radice visiva del nuovo corso della Maison.
Con “Squares in the City, Geometrie Urbane”, il racconto si sposta dalla città delle origini alla metropoli contemporanea. Piazze, geometrie e ritmo urbano diventano pattern e costruzioni sartoriali, accompagnati da accenti cromatici più vibranti. Il guardaroba assume una dimensione dinamica. Pantaloni urbani, bustier, camicie di seta, maglie Kimono e cappotti trasformabili sono pensati per seguire una quotidianità in movimento. I volumi dialogano con la funzionalità, mentre le linee pulite e i materiali avvolgenti mantengono un'impronta sofisticata.
È probabilmente il tema in cui emerge con maggiore evidenza la volontà di definire una donna Sergio Soldano contemporanea: non una figura costruita intorno a un'immagine statica, ma una presenza che attraversa spazi e situazioni diverse senza rinunciare alla propria identità estetica. La geometria, in questo passaggio, non è soltanto decorazione. Diventa struttura e ritmo, traducendo l'energia della città in un codice sartoriale.
L'ultimo capitolo, “Il Tempo della Sinopia, Rinascita”, porta la Collezione sul terreno più simbolico. La sinopia - il disegno preparatorio che precede l'affresco - viene assunta come metafora del nuovo inizio: un segno iniziale, ancora aperto, dal quale può prendere forma un'opera nuova. Il riferimento torna ancora una volta a Genova e, in particolare, a Via XX Settembre, dove un tempo si trovava lo storico Atelier Soldano. I soffitti affrescati dei portici, parte del paesaggio quotidiano della città, diventano fonte per una stampa reinterpretata in chiave contemporanea.
La memoria, in questo caso, non viene esibita. Rimane quasi nascosta nella superficie del tessuto, come una traccia che collega il presente alla storia della Maison. È una scelta coerente con l'impostazione dell'intera Collezione: il passato non viene ricostruito, ma lasciato emergere attraverso dettagli, immagini e suggestioni.
I quattro temi costruiscono così un percorso che va dal nero all'architettura, da Genova alla metropoli, fino al segno originario della sinopia. Elementi apparentemente diversi vengono ricondotti a una stessa idea: l'identità di Sergio Soldano non come archivio da conservare, ma come linguaggio da far evolvere.
Sotto la direzione creativa di Premoli e Di Bella, la Maison sceglie quindi di confrontarsi con la propria storia senza rimanerne prigioniera. Le stampe diventano memoria visiva, la sartorialità costruisce nuove silhouette, l'artigianalità riafferma il valore del "Made in Italy" e Genova assume il ruolo di punto di partenza di una nuova narrazione.
La Collezione A/I 2026-27 si presenta così come un progetto di continuità e trasformazione: un modo per riportare nel presente il patrimonio creativo di Sergio Soldano, affidandolo a una sensibilità contemporanea. Non una rievocazione, dunque, ma una rilettura. Non il ritorno al passato, ma la possibilità di ripartire da esso.
Per Maggiori Informazioni: www.sergiosoldano.it
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