sabato 18 luglio 2026

Bellissimi di Dolcedo: Il Borgo dove il fieno racconta il passato e le mongolfiere colorano il cielo

Nel cuore della Val Prino, tra fasce di ulivi, antiche mulattiere e profumi di macchia mediterranea, esiste un piccolo borgo capace di custodire un patrimonio di storie e tradizioni che sembra sospeso nel tempo. È Bellissimi, frazione del Comune di Dolcedo, nell’entroterra della provincia di Imperia, conosciuta da generazioni come U paise di balui, il paese delle mongolfiere di carta.









Arrivando a Bellissimi si percepisce subito un’atmosfera particolare: poche case raccolte sulla collina, gli ulivi che disegnano il paesaggio, i colori dei murales dedicati alle mongolfiere e un silenzio interrotto soltanto dai rumori della natura. È un luogo dove la storia non è conservata soltanto nei libri, ma nelle pietre delle abitazioni, nei racconti degli anziani e nei gesti tramandati di padre in figlio.

Bellissimi nasce e cresce come comunità contadina legata alla terra. Qui l’olivo, soprattutto la pregiata Oliva Taggiasca, ha rappresentato per secoli una delle principali risorse economiche insieme alla coltivazione dei campi e all’allevamento degli animali. Le giornate seguivano il ritmo delle stagioni: la raccolta delle olive, la cura degli orti, il lavoro nei prati e la fienagione erano momenti collettivi che coinvolgevano intere famiglie.

Il territorio di Dolcedo, uno dei centri più importanti della valle, comprende diverse frazioni immerse nel paesaggio ligure dell’entroterra, tra cui Bellissimi, Castellazzo, Costa Carnara, Isolalunga, Lecchiore e altre borgate storiche. A Bellissimi ogni sentiero racconta un passato fatto di fatica e collaborazione: le mulattiere che collegavano i prati alle abitazioni erano percorse quotidianamente da uomini e animali, soprattutto durante i periodi della raccolta del fieno.

Una delle testimonianze più importanti della vita rurale del borgo è il Museo del Fieno di Bellissimi, nato per raccontare un’attività che per secoli ha avuto un ruolo fondamentale nell’economia dell’entroterra. Il Museo non celebra soltanto un prodotto agricolo, ma un intero modo di vivere. Il fieno era infatti indispensabile per nutrire animali come muli, asini, bovini e capre, compagni essenziali della vita quotidiana delle famiglie contadine.

La fienagione era un vero rito comunitario: si partiva all’alba verso i prati, spesso sul Monte Faudo, e ogni persona aveva un compito preciso. Gli uomini tagliavano l’erba, le donne lavoravano con i falcetti nelle zone più difficili, i bambini portavano acqua e gli animali trasportavano il raccolto lungo le ripide vie di montagna. Il Museo conserva strumenti, oggetti e testimonianze che permettono ai visitatori di comprendere quanto lavoro e quanta organizzazione fossero necessari per ottenere il prezioso raccolto.

Non è soltanto un’esposizione: è un viaggio nella memoria di una comunità che ha costruito la propria identità attraverso il rapporto con la montagna. Una delle storie più affascinanti è legata proprio alla nascita della tradizione delle mongolfiere. Secondo una leggenda locale, nel territorio sarebbe passato Jacques Étienne Montgolfier, uno dei pionieri dell’aerostazione francese, durante un periodo di fuga dalla Francia rivoluzionaria. Il racconto narra che, osservando il paesaggio dall’alto delle colline Liguri, rimase affascinato dalla possibilità del volo e dall’idea di raggiungere il cielo. Si tratta di una leggenda popolare, entrata profondamente nell’immaginario del paese.

Più che la precisione storica, ciò che conta è il valore simbolico della storia: il desiderio umano di guardare oltre l’orizzonte, proprio come fanno ancora oggi le mongolfiere che si alzano sopra i tetti del borgo. La tradizione affonda le radici nella seconda metà dell’Ottocento e ancora oggi rappresenta uno degli appuntamenti più caratteristici della zona. Le mongolfiere vengono lanciate soprattutto durante la festa della Madonna della Misericordia, celebrata generalmente la prima Domenica di Settembre.

Per costruirle servono pazienza, precisione e abilità artigianale: ogni pallone nasce dal lavoro manuale di chi conosce i segreti della carta, delle forme e dell’equilibrio necessario per permettere il volo. Quando arriva il momento del lancio, il borgo si riempie di colori. Le mongolfiere salgono lentamente verso il cielo Ligure, trasformando una festa religiosa e popolare in uno spettacolo capace di emozionare bambini e adulti.

Questa tradizione ha contribuito a rendere Bellissimi un luogo riconosciuto anche al di fuori della Liguria, tanto che il borgo è stato valorizzato nel progetto I Luoghi del Cuore” del FAI per il suo patrimonio culturale e ambientale. Passeggiando per Bellissimi si incontrano anche grandi Murales dedicati alle mongolfiere, opere che trasformano le pareti delle case in pagine di un racconto collettivo.

Le immagini colorate ricordano ai visitatori che qui il passato non è qualcosa da conservare in una teca, ma qualcosa da vivere ogni giorno. Gli abitanti, attraverso associazioni e iniziative culturali, hanno lavorato negli anni per mantenere viva la memoria del paese e raccontarla alle nuove generazioni. È proprio questa unione di memoria, natura e creatività a rendere Bellissimi un luogo speciale: un borgo dove il passato continua a parlare e dove, ogni volta che un “Balun” si alza nel cielo, sembra che tutta la comunità mandi un messaggio di speranza e bellezza verso l’alto.

Bellissimi non è soltanto un paese da visitare: è una storia da ascoltare.

Per Maggiori Informazioni: www.comune.dolcedo.im.it

©Ph Dario Raimondi