martedì 16 giugno 2026

Premio L'Oréal-UNESCO 2026: Sei giovani scienziate Italiane protagoniste dell'innovazione

Sei giovani scienziate Italiane sono state premiate per l'eccellenza delle loro ricerche e per il contributo che potranno offrire nell'affrontare alcune delle principali sfide del nostro tempo: dalle malattie genetiche all'invecchiamento della popolazione, dall'intelligenza artificiale applicata alla medicina alle tecnologie quantistiche, fino allo studio dei cambiamenti climatici e dell'universo.





L'occasione è stata la XXIV edizione Italiana del Premio L'Oréal-UNESCO "For Women in Science" Young Talents Italia, annunciata oggi a Milano. L'iniziativa, promossa da L'Oréal Italia in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, si svolge con il patrocinio della Città Metropolitana di Milano e del Comune di Milano, che ne riconoscono il valore sociale e culturale.

Dal 2002 a oggi il programma ha sostenuto concretamente 130 giovani ricercatrici Italiane, contribuendo alla promozione della presenza femminile nelle discipline scientifiche. Nato inizialmente come assegnazione di borse di studio, il riconoscimento si è evoluto negli ultimi anni in un vero e proprio premio, con l'obiettivo di ampliare il numero delle beneficiarie e favorire la compatibilità con altri percorsi di finanziamento alla ricerca. L'edizione 2026 ha raccolto oltre quattrocento candidature, confermando il crescente interesse e la qualità delle proposte presentate.

"Celebrare la ventiquattresima edizione italiana del Premio "L'Oréal-UNESCO For Women in Science" significa rinnovare il nostro impegno nel sostenere la parità di genere nella ricerca scientifica per favorire il progresso di tutta la società - ha dichiarato Ninell Sobiecka, Presidente e Amministratore Delegato di L'Oréal Italia - Le sei giovani eccellenze che premiamo oggi non si distinguono solo per il rigore dei loro progetti, ma diventano veri e propri modelli di riferimento per le prossime generazioni. Perché il mondo ha bisogno della scienza e la scienza ha, oggi più che mai, bisogno delle donne".

A selezionare le vincitrici è stata una giuria composta da autorevoli esponenti del mondo accademico e scientifico, presieduta dalla professoressa Lucia Votano, dirigente di ricerca affiliata presso l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Tra le premiate figura Maria Cristina Baglio, astrofisica impegnata nello studio dei sistemi binari contenenti buchi neri e stelle di neutroni. La sua ricerca punta a comprendere i processi di accrescimento ed espulsione della materia in questi sistemi estremi, con possibili implicazioni anche per lo studio dei buchi neri supermassicci presenti al centro delle galassie.

Martina Fiumara, ricercatrice in medicina molecolare, è stata invece premiata per un progetto dedicato all'ingegneria genetica delle cellule staminali del sangue finalizzata al trattamento della sindrome VEXAS, una rara patologia di origine genetica. Nel campo delle tecnologie emergenti si distingue il lavoro di Taira Giordani, fisica specializzata nelle piattaforme fotoniche per il calcolo quantistico. Il suo progetto mira a sviluppare circuiti ottici integrati tridimensionali riconfigurabili, aprendo nuove prospettive per la realizzazione di processori quantistici programmabili.

Lucrezia Laccetti, botanica dell'Università Federico II di Napoli, concentra invece le proprie ricerche sull'adattamento delle piante agli ambienti estremi e sui meccanismi che regolano le interazioni tra specie vegetali e insetti in un contesto segnato dai cambiamenti climatici. Elena Monti studia i processi di invecchiamento neuromuscolare e sta sviluppando una mappa molecolare del muscolo umano per individuare nuove strategie terapeutiche in grado di contrastare la perdita di forza e massa muscolare nelle persone anziane.

Infine, Selene Tomassini, ingegnere biomedico, lavora all'applicazione dell'intelligenza artificiale nella diagnostica per immagini, con l'obiettivo di creare strumenti di supporto alle decisioni cliniche nel trattamento delle patologie neuro-oncologiche.

Il programma "For Women in Science", nato a livello Internazionale nel 1998, ha sostenuto in quasi tre decenni oltre 4.900 ricercatrici provenienti da più di 140 Paesi. Sette delle scienziate premiate nel corso degli anni hanno successivamente ricevuto il Premio Nobel, a testimonianza della qualità e della lungimiranza dell'iniziativa.

Il riconoscimento assume un significato ancora più rilevante alla luce dei dati che evidenziano il persistente divario di genere nelle discipline STEM. Secondo l'edizione 2026 della ricerca "Sognando il futuro e il lavoro" di Valore D, le professioni tecnico-scientifiche attirano il 31% dei ragazzi ma soltanto l'11% delle ragazze. Inoltre, oltre la metà delle giovani dichiara di non avere modelli di riferimento al di fuori della propria cerchia quotidiana.

In questo contesto, valorizzare il talento femminile nella scienza non significa soltanto premiare il merito individuale, ma contribuire alla costruzione di una società più inclusiva, capace di offrire pari opportunità e di mettere a disposizione della ricerca tutte le competenze necessarie per affrontare le sfide del futuro.

Per Maggiori Informazioni: www.loreal-paris.it