martedì 10 marzo 2026

#MFW: Luisa Spagnoli A/I 2026-27

Una Collezione austera e profonda, notturna e libera. C'è una qualità particolare della luce, a Manhattan dopo il tramonto: un bagliore freddo e obliquo che rimbalza su vetro e acciaio, rendendo ogni cosa allo stesso tempo moderna e antica, severa e viva. È proprio questa luce a dare vita alla Collezione A/I 2026-27 di Luisa Spagnoli.










La proposta trae la sua grammatica emotiva e formale dalla New York di fine Anni ’80 e primi Anni ’90: una città decisa, dall’eleganza radicale, popolata da donne che si muovevano in modo autonomo, assertivo, libero. Un crocevia affascinante in cui il mondo dell’arte di downtown, la moda dell’Upper East Side, la cultura dei club, la musica new wave e la high society si incontravano per un breve momento, scrutandosi a vicenda e immortalati dagli scatti di
Andy Warhol.

Ho sentito il bisogno di tornare a qualcosa che mi rappresenta profondamente: la fine degli anni ’80 e primi anni ’90 - spiega Nicoletta Spagnoli - Ho voluto rileggere quell’atmosfera attraverso il ricordo di una New York di quell’epoca, dove si respirava un’energia creativa intensa, un’eleganza consapevole e donne che iniziavano ad affermarsi con uno stile deciso, pulito, autorevole. Un’idea di bellezza e di forza, di uno stile rigoroso ma mai freddo, sofisticato, curato nei minimi dettagli”.

La Collezione, presentata in uno scenario che richiama i dettagli architettonici del Seagram Building, si caratterizza per linee definite: spalle importanti, silhouettes geometriche, pantaloni a vita alta, minigonne e accessori rivisitati in chiave contemporanea, senza nostalgie. Qui, un cappotto non è più semplicemente un cappotto: è avvolgente, importante, essenziale. Tweed, spinato, Principe di Galles e Loden sono reinterpretati in silhouette lunghe, strutturate, di rara luminosità. Le spalle studiate, i revers precisi, le proporzioni millimetriche: nulla è lasciato al caso.

Particolarmente evocativa è la sartoria in loden, che richiama l’eleganza pragmatica di una donna che attraversa una piazza sferzata dal vento, indifferente alle intemperie. Per il giorno, trench in eco-pelliccia; per la sera, eco-visone lungo e avvolgente. Il colore funziona come nell’arte di Warhol: non decorativo, ma filosofico. Dominano i toni naturali dei materiali: marrone cioccolato, caramello, grigio della pietra di Manhattan, panna, nero assoluto di mezzanotte. Tra questi emergono verde bosco, qualche tocco di verde menta e scelte cromatiche precise: tute giallo senape, maglie bluette, lampi di bordeaux, rosa e viola intenso, colori emblematici di quell’epoca di libertà femminile.

La maglieria, marchio distintivo della Maison fin dai pionieristici filati in Angora del 1928, propone sontuosi mohair e merino in forme minimaliste, privilegiando calore e comfort senza ornamenti. Lusso discreto, capi che vivono nel confine tra la rigorosità scultorea e la seconda pelle.

Per Maggiori Informazioni: www.luisaspagnoli.com