giovedì 5 marzo 2026

#MFW: Genny A/I 2026-27

Disciplina e fioritura. Gesti controllati da un’idea di eleganza senza compromessi e l’espansione organica di un fiore che diventa scultura. La Collezione A/I 2026-27 di Genny, firmata dalla direttrice creativa Sara Cavazza Facchini, prende avvio da un riferimento lontano nel tempo ma sorprendentemente contemporaneo: la moda lanciata durante il Direttorio (1795–1799) da Les Incroyables e Les Merveilleuses, figure emblematiche di una società ossessionata dall’immagine assoluta e dalla codificazione del gusto. 








Il loro rigore estetico, fatto di regole ferree e ricerca maniacale del dettaglio, avrebbe poi aperto la strada al dandismo. Da quel guardaroba maschile costruito su blazer affilati, gilet strutturati, pantaloni impeccabili e camicie dagli alti colli, Cavazza Facchini ricava una nuova grammatica per il corpo femminile. La silhouette diventa verticale, composta, quasi architettonica. La precisione del taglio costruisce un’eleganza disciplinata, ma mai sterile.

Dal cuore della costruzione sartoriale emerge infatti il fiore. Non è stampa né ornamento, ma presenza tridimensionale e monumentale. Petali scolpiti si trasformano in gonne-corolla che si aprono come architetture botaniche. Il busto resta asciutto e controllato mentre la parte inferiore esplode in volumi variabili, in un dialogo continuo tra rigore e natura.

I fiocchi e i volant diventano strumenti sartoriali. I primi sostituiscono l’allacciatura di sensuali camicie bianche dal taglio maschile o si annodano sui revers di giacche smoking. I secondi disegnano i contorni di giacche allungate sui fianchi e tracciano linee fluide su tute con pantaloni a sigaretta. Le piume, lontane da ogni nostalgia decorativa, diventano materia viva: sfiorano top strutturati e avvolgono cappotti con leggerezza teatrale, portando aria e movimento dentro la rigidità del tailoring.

Il colore segue una partitura essenziale. Il nero resta fondamento assoluto, mentre l’avorio respira accanto a lui. Poi arrivano accenti di fucsia vibrante, lilla polveroso e giallo pallido, come pigmenti sottratti a un giardino astratto. L’Animalier, già eco istintiva del passato della maison, si dissolve in tonalità sfumate, ombre naturali che attraversano i tessuti senza aggressività.

Accessori e styling completano il racconto. Fiocchi importanti applicati come spille interrompono la linearità del completo maschile, piegando il rigore verso una consapevolezza estetica più morbida. Ai piedi, ciabatte e mocassini sottraggono formalità all’immagine: architetture sartoriali sopra, passo rilassato sotto. Un contrasto cercato, che racconta una femminilità autonoma e sicura, priva del bisogno di tacchi per affermarsi.

La donna immaginata da Cavazza Facchini entra in scena con la compostezza di un gentleman e si espande come una scultura in fiore. Una figura che coniuga disciplina e libertà, memoria storica e modernità, in una sintesi che restituisce alla moda il suo potere più antico: trasformare la forma in idea.

Per Maggiori Informazioni: www.genny.com