Per Francesca Liberatore è il terzo format sperimentato all’interno di un istituto pubblico scolastico, ma questa volta la cornice assume un significato ancora più simbolico. A ospitare il nuovo progetto è la scuola superiore Nicola Moreschi, scelta non solo come location ma come spazio generativo di idee.
"La mia peculiarità è essere al contempo stilista e docente ed è qui che, attraverso la principale formazione dell’individuo, si sviluppa l’idea e l’immaginazione - ribadisce la designer. Un ringraziamento sentito va alla scuola e a Città Metropolitana di Milano - per aver accolto con positività la richiesta anomala e avermi diretto con competenza e gentilezza verso il risultato". E poi un auspicio rivolto alla città: che Milano continui a preservare questi luoghi «meravigliosi e imponenti» come presidi esclusivi per la crescita delle nuove generazioni.
Non
è casuale che a fare da contrappunto ideale al progetto siano i
versi di Fabrizio De André: “Perché
le pupille abituate a copiare / Inventino i mondi sui quali
guardare”.
Un
invito a superare la riproduzione passiva per approdare
all’invenzione, a scongiurare quel “sangue che scorre senza
fantasia” che “porta tumori di malinconia”.
“Soffio, bocca, freccia”: nella Collezione A/I 2026-27 di Liberatore l’intelligenza diventa parola che coglie il segno. Il rimando alla simbologia cinese introduce un linguaggio visivo in cui il segno grafico genera l’idea, come in una scrittura che non ammette cancellazioni. Il gesto si fa essenziale, muta dal quadrato al rombo in una continua ricerca di stabilità ed equilibrio, fondata sulla ricchezza di prospettive diverse.
Ne emerge un dialogo tra generazioni e culture che reinventa forme e gesti, in un processo di ibridazione tra tradizione e avanguardia. È qui che la moda si fa terreno pedagogico: non solo abito, ma costruzione di pensiero. Le contaminazioni aprono nuovi campi di applicazione, fondendo gli opposti in un ensemble multiforme. La pelle - a suggellare la lunga partnership con Lineapelle - imita il denim in proporzioni Anni' 80, con ampie maniche appoggiate su triangoli e intarsi maculati.
L’eleganza di giacche e completi con gonne mini o ampie a ruota si alterna ad abbinamenti più dinamici: Lycra a stampa futurista, blocchi geometrici di nero, acquamarina e viola. I rombi costruiscono composizioni in rosso, ametista e brown su giacconi e bomber dalla linea comoda, spesso indossati con leggings turchesi, fiamma o giallo limone.
Un’influenza giocosa attraversa l’intera Collezione, cifra distintiva del lavoro di Liberatore. La quotidianità viene riscritta con spirito e nonchalance, ma sotto l’apparente leggerezza si cela un’ambizione più profonda: riconquistare il controllo sulla realtà attraverso uno spazio in cui comfort e distinzione si fondono naturalmente.
Portare tutto questo dentro una scuola pubblica significa riaffermare che l’immaginazione non è un lusso, ma una responsabilità collettiva. E che la moda, quando dialoga con l’educazione, può diventare strumento di crescita culturale prima ancora che estetica.
Per Maggiori Informazioni: www.instagram.com/francescaliberatoreofficial
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