sabato 21 marzo 2026

K-NOW!: La videoarte Coreana contemporanea in mostra al MASI di Lugano

Fino al 19 Luglio 2026 il Museo d’arte della Svizzera Italiana di Lugano inaugura la propria stagione espositiva con K-NOW! Korean Video Art Today, una mostra dedicata alla vitalità e alla crescente rilevanza internazionale della videoarte sudcoreana. Curata da Francesca Benini e Je Yun Moon, l’esposizione propone un viaggio immersivo tra opere che intrecciano storia, tecnologia e trasformazioni sociali. 





Allestita nella sala ipogea del LAC Lugano Arte e Cultura, la mostra riunisce otto artisti e collettivi della nuova generazione: Chan-kyong Park, Jane Jin Kaisen, Ayoung Kim, il collettivo 업체eobchae, Sungsil Ryu, Heecheon Kim, Onejoon Che e Sojung Jun. Le loro opere riflettono sulle tensioni e sulle contraddizioni della Corea contemporanea, un Paese segnato da una guerra mai formalmente conclusa e da rapide trasformazioni economiche e tecnologiche.

Il percorso espositivo si apre con Citizen’s Forest” (2016) di Chan-kyong Park, una video-installazione multicanale che richiama l’orizzontalità dei rotoli della pittura tradizionale asiatica. L’opera intreccia rituali dello sciamanesimo popolare con la memoria di tragedie recenti, come il naufragio del traghetto Sewol nel 2014, suggerendo come la tradizione possa diventare uno strumento di recupero storico e di riflessione collettiva.

A chiudere il percorso sono le opere Offering” (2023) e Wreckage” (2024) di Jane Jin Kaisen, dedicate all’Isola di Jeju. Attraverso immagini evocative e poetiche, l’artista rievoca eventi traumatici come il massacro del 1948 e rende omaggio alle Haenyeo, le celebri pescatrici in apnea dell’isola, simbolo di resilienza femminile.

Accanto alla memoria storica, la mostra esplora le trasformazioni della contemporaneità digitale. In Delivery Dancer’s Sphere” (2022) di Ayoung Kim, proiettato su un grande LED wall, una giovane corriere attraversa una Seoul trasformata in un paesaggio algoritmico. Nato durante la pandemia di COVID-19, il lavoro riflette sulla gig economy e sulle nuove forme di lavoro temporaneo e accelerato.

Una visione ancora più speculativa emerge nell’opera ROLA ROLLS” (2024) del collettivo 업체eobchae, affiancata dalla scultura futuristica TREE OF ROLA” (2024). Con un’estetica digitale ironica e distopica, il progetto immagina un futuro privo di combustibili fossili, in cui gli esseri umani si trasformano in organismi ibridi autosufficienti.

La critica alle gerarchie sociali e alle ambizioni di status attraversa il lavoro di Sungsil Ryu. Nel video <BJ Cherry Jang 2018.9>” (2018), l’artista crea il personaggio di una streamer virtuale che promette agli spettatori una “cittadinanza di prima classe”, acquistabile persino tramite QR Code, svelando le dinamiche consumistiche dell’identità sociale.

La dimensione percettiva e psicologica della tecnologia è invece al centro della ricerca di Heecheon Kim. In Ghost1990” (2021), fruibile tramite visore di realtà virtuale, il pubblico assume il punto di vista di un atleta infortunato, vivendo in prima persona il conflitto tra vulnerabilità, controllo e ossessione per la performance.

Altri lavori affrontano la dimensione geopolitica e sociale del territorio. In Made in Korea” (2021) Onejoon Che, in collaborazione con il musicista nigeriano Igwe Osinachi, utilizza il linguaggio del videoclip per raccontare l’esperienza della diaspora africana in Corea del Sud.

Infine Green Screen” (2021) di Sojung Jun, presentato nella Hall del museo, è stato girato lungo la Zona Demilitarizzata tra le due Coree. Il video mostra un paesaggio segnato da divisioni storiche ma anche da una sorprendente rinascita naturale, invitando a riflettere sui confini non solo geografici ma anche simbolici.

Attraverso installazioni multicanale, grandi proiezioni e dispositivi di realtà virtuale, “K-NOW!” offre una panoramica sulle modalità contemporanee di fruizione del video nell’arte. I lavori in mostra, della durata compresa tra 5 e 26 minuti, costruiscono un percorso immersivo della durata complessiva di circa un’ora e quaranta minuti.

La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato pubblicato da Mousse Publishing, con saggi delle curatrici e di Adeena Mey, una prefazione di Tobia Bezzola e interviste agli artisti. Con “K-NOW! Korean Video Art Today”, il MASI propone dunque uno sguardo sulle nuove geografie dell’arte contemporanea, evidenziando come la videoarte sia oggi uno dei linguaggi più efficaci per interpretare il presente globale e le sue trasformazioni.

Per Maggiori Informazioni: www.masilugano.ch